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11/05/2025 15:05:00

Trapani, cittadini esasperati dalla crisi idrica firmano un esposto collettivo

 La misura è colma. Stanchi di vivere tra turnazioni, rubinetti a secco e costi esorbitanti per rifornirsi d’acqua, i cittadini di Trapani hanno deciso di passare all’azione: un esposto collettivo è stato depositato ai Carabinieri, con la pesante ipotesi di interruzione di pubblico servizio.

La denuncia è firmata da decine di residenti e promossa dal Comitato spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”, che raccoglie il malcontento diffuso in città per una crisi idrica che, ormai, non è più emergenza: è quotidianità.

Un’accusa diretta, anche se “contro ignoti”

Formalmente l’esposto è indirizzato “contro ignoti”, ma il bersaglio politico è chiaro: l’Amministrazione comunale di Trapani, accusata di inerzia e incapacità nel garantire un servizio essenziale come quello idrico.

Nel testo si denuncia una situazione cronica di disagio, con famiglie costrette a ricorrere a autobotti private, con costi non sostenibili, e attività commerciali penalizzate. A ciò si aggiungono segnalazioni di assenza di programmazione, comunicazioni carenti e interventi tampone che non risolvono i problemi strutturali della rete idrica.

La protesta cambia forma: “Ora basta”

“Abbiamo deciso di unire le forze – dichiarano dal Comitato – e presentare una denuncia collettiva. Non siamo più disposti ad accettare che un diritto fondamentale venga calpestato. L’acqua non è un lusso, è una necessità primaria”.

Il comitato ha scelto una strategia più incisiva rispetto alle semplici proteste o richieste protocollate: un’azione coordinata e legale che ora affida alla magistratura il compito di fare luce su eventuali responsabilità.

Il danno economico e sociale

La denuncia sottolinea anche il peso economico della crisi: famiglie costrette a pagare 50 o 70 euro a rifornimento, strutture ricettive a rischio e un clima di esasperazione crescente nei quartieri più colpiti. “Il Comune tace – accusano i residenti – ma noi non possiamo più aspettare”.

Ora tocca alla Procura

Con l’esposto ora nelle mani dell’autorità giudiziaria, si apre un nuovo fronte sulla gestione dell’acqua a Trapani. Un nodo che, tra perdite di rete, mancati investimenti e gestione controversa delle risorse, rischia di esplodere anche sul piano penale e politico.



Cittadinanza | 2026-09-29 14:11:00
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