L'alfabeto delle emozioni dei lettori di Tp24
C'è chi ha scelto una parola come un abbraccio. Chi ne ha fatta una bandiera, un gesto quotidiano. E chi ci ha regalato una definizione che è quasi una poesia. È stata un'ondata di emozioni quella arrivata in redazione per il nostro concorso dedicato allo spettacolo "Alfabeto delle emozioni" di Stefano Massini, in scena sabato 24 maggio alle 21:00 al Teatro Impero di Marsala, per chiudere il festival 38° Parallelo, del quale siamo media partner.
Abbiamo chiesto ai nostri lettori di inviarci la loro “parola del cuore”, quella che li rappresenta più di tutte. In palio, ogni giorno, due biglietti per lo spettacolo. Abbiamo ricevuto parole sussurrate e altre gridate con forza, tutte autentiche, tutte capaci di raccontare un pezzo di mondo. Ecco alcune delle più intense — e i nomi di alcuni dei vincitori.
ACCOGLIENZA – Anna
Anna ci ha scritto una sola parola: “Accoglienza”. Ma è bastata. Perché è una parola che oggi pesa, sfida, interpella. È la parola di chi sa fare spazio, di chi non ha paura dell’altro. Di chi apre, invece di chiudere. Accoglienza è il primo passo verso la gentilezza, verso il vivere comune. Anna vince i biglietti per il cuore che si apre.
PASSIONE – Giovanni
La passione, ci ha detto Giovanni, è ciò che ci tiene vivi. “Non si può amare senza passione, non si può scrivere, né pensare, né lavorare con gioia se non si è mossi da lei”. È la parola che accende le scintille. La stessa fiamma che Stefano Massini porta sul palco.
RICONOSCENZA – Leo
Leo, con tono quasi amaro, scrive: “Riconoscenza è la mia parola del cuore, perché raramente esiste”. Una parola rara, quindi preziosa. Un valore che sembra fuori moda, ma che definisce chi non dimentica. E noi non dimentichiamo Leo: vinci anche tu.
AMARE – Germana
“Amare è la forza che muove il mondo”. Così ci scrive Germana, e ci ricorda che, tra tutte, è la parola più grande. Amare è ciò che ci scompiglia e ci guarisce. “Amare è dare, senza chiedere in cambio”. Massini sarebbe d’accordo.
SCEGLIERE – Vito
“Scegliere vuol dire essere liberi”, scrive Vito, ed è difficile dargli torto. La libertà passa per la capacità di dire sì o no, di mettercela tutta o lasciar perdere. È una parola coraggiosa, che sa di autodeterminazione e responsabilità. E che ci è piaciuta tantissimo.
Abbiamo poi ricevuto parole come Empatia, Silenzio, Rinascita, Ascolto, Fragilità, Abbraccio, Speranza, Perdono. Alcune di queste non hanno vinto i biglietti, ma meritano di essere ricordate. Perché tutte raccontano un pezzo dell’alfabeto emotivo che ci lega.
A tutti voi che avete partecipato, grazie. Perché, come dice Massini, “chiamare per nome ciò che ci agita dentro” è già un atto rivoluzionario.
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