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26/12/2025 22:00:00

L'omaggio a Marsala di Piero Pellegrino con l'armonia e i suoni del suo Handpan

Un pensiero di Natale affidato alla musica, dentro uno dei luoghi più densi di memoria della città. Piero Pellegrino ha scelto il Museo archeologico Lilibeo di Marsala per rendere omaggio alla sua città con il suono dell’handpan, strumento giovane e dalle sonorità profonde, capace di creare un dialogo particolare con gli spazi che lo accolgono.

“Ho voluto omaggiare la mia città con un pensiero semplice, affidato alla mia musica”, racconta Pellegrino.

Il risultato è un incontro tra arte, memoria e ascolto. Non un concerto nel senso tradizionale, ma un gesto intimo, costruito attorno al rapporto tra il suono e il luogo.

“Per me il Natale è il momento in cui arte, cultura, musica e amore si incontrano”, spiega il musicista.

Il museo come cassa di risonanza

Il Museo archeologico Lilibeo non è uno spazio neutro. Custodisce una parte importante della storia di Marsala e dell’antica Lilibeo, con reperti che raccontano il rapporto della città con il Mediterraneo, la navigazione, gli scambi e le civiltà che hanno attraversato questo tratto di Sicilia.

In un luogo così, la musica non può limitarsi a occupare lo spazio. Deve misurarsi con ciò che quello spazio conserva.

“Le note non invadono il museo”, dice Pellegrino, “ma sembrano chiedere permesso agli oggetti e alla storia che il luogo custodisce”.

È una frase che restituisce bene il senso dell’esperienza. Il suono dell’handpan non viene usato come semplice accompagnamento, ma come forma di rispetto. Entra in relazione con le sale, con le volte, con il silenzio, con gli oggetti esposti.

“L’eco delle volte accompagna le armonie e rende il museo parte della musica, come una cassa di risonanza naturale”, aggiunge.

Uno strumento giovane davanti alla storia antica

L’handpan è uno strumento recente, nato all’inizio degli anni Duemila, ma il suo timbro sembra avere qualcosa di arcaico. Le sue vibrazioni metalliche, morbide e circolari, producono un suono che invita all’ascolto più che alla spettacolarità.

Dentro il Museo Lilibeo questo contrasto diventa il centro del racconto: uno strumento contemporaneo che dialoga con storie antiche.

“L’handpan è uno strumento giovane”, sottolinea Pellegrino, “ma in quel contesto presta la sua voce a storie antiche. Suonare lì significa sentire una continuità tra le mani di oggi e quelle di chi, secoli fa, ha vissuto quei luoghi”.

È una continuità fatta di gesti. Le mani che suonano oggi richiamano, idealmente, le mani che hanno costruito, navigato, lavorato, abitato e lasciato tracce nel tempo.

Un omaggio alla città

Il gesto di Pellegrino ha un valore semplice, ma non superficiale. Portare la musica dentro un museo significa riconoscere che i luoghi della memoria non devono restare immobili. Possono essere attraversati da linguaggi diversi, purché lo sguardo resti attento.

Il Natale, in questo caso, diventa occasione per un omaggio alla città senza retorica. Non un evento costruito sulla solennità, ma un invito all’ascolto.

Marsala ha nel Parco archeologico di Lilibeo uno dei suoi punti più importanti di identità culturale. È un luogo che racconta la città prima della città moderna, il suo legame con il mare, la sua posizione nel Mediterraneo, la stratificazione di civiltà e memorie.

La musica di Pellegrino si inserisce in questa trama con discrezione. Non aggiunge spiegazioni, ma apre uno spazio di percezione. Invita a guardare il museo in modo diverso: non soltanto come luogo da visitare, ma come ambiente da ascoltare.

Il rispetto dei luoghi della memoria

Il senso più interessante dell’esperienza sta nel rapporto tra suono e rispetto. In un tempo in cui molti luoghi culturali vengono consumati rapidamente, attraversati da visite veloci e immagini da condividere, l’handpan costringe a rallentare.

Il suo suono non impone. Si diffonde, vibra, si lascia seguire.

Dentro un museo archeologico, questa qualità diventa una forma di educazione dello sguardo. Ricorda che la memoria non è soltanto qualcosa da osservare, ma anche da ascoltare.

L’omaggio natalizio di Piero Pellegrino al Museo Lilibeo è dunque un piccolo racconto sulla città e sul suo passato. Un gesto musicale che tiene insieme presente e storia, arte e cura, identità e silenzio.

In fondo, è proprio questo che un luogo della memoria può ancora fare: accogliere linguaggi nuovi senza perdere profondità, parlare al presente senza smettere di custodire ciò che viene da lontano.

Ines D’Orazio

 

 



Cultura | 2026-07-05 06:00:00
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