×
 
 
06/06/2025 06:53:00

Processo “Eirene” a Trapani, prima deposizione e analisi delle intercettazioni: si entra nel vivo

Si tiene oggi, 6 giugno, la seconda udienza del processo “Eirene”, l'inchiesta antimafia che ha svelato un presunto patto tra politica e mafia nel Trapanese, con particolare riferimento ad Alcamo. Davanti al Tribunale di Trapani ci sono 13 imputati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e scambio elettorale politico-mafioso. Tra loro anche l’ex senatore del Partito Democratico, Nino Papania, ritenuto dagli inquirenti uno dei protagonisti dell’intreccio tra clan mafiosi e interessi elettorali.

Durante l’udienza di oggi, il Tribunale avvierà l’escussione dei primi due testimoni dell’accusa, come da calendario stabilito nella prima udienza del 23 maggio scorso.Verrà inoltre nominato il perito che curerà la trascrizione delle intercettazioni telefoniche, considerate una delle prove cardine del procedimento.

Le accuse

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nel corso della campagna elettorale per le Regionali del 2022, Papania avrebbe stretto accordi con esponenti della famiglia mafiosa di Alcamo, in particolare con Giosuè Di Gregorio, tramite l’intermediazione di Pasquale Perricone. L’obiettivo era ottenere voti per Angelo Rocca, ex collaboratore di Papania, in cambio di favori e somme di denaro. Il reato contestato è quello di scambio elettorale politico-mafioso, aggravato dal metodo mafioso.

Le indagini si sono concentrate soprattutto sul periodo tra agosto e settembre 2022, quando – secondo l'accusa – Perricone avrebbe avuto ripetuti contatti con Di Gregorio per definire la strategia elettorale mafiosa. Le intercettazioni e i pedinamenti documentano una fitta rete di incontri tra gli indagati, finalizzati a garantire appoggi elettorali in cambio di vantaggi economici e politici.

I protagonisti del processo

Oltre a Papania e Perricone, figurano tra gli imputati Antonio Provenzano, Niccolò Melodia, Giorgio Nicolò, Gregorio Ascari, Giuseppe Sciacchitano, Antonino Minio, Diego Pipitone e altri soggetti legati alla criminalità organizzata alcamese. Molti di loro risultano detenuti: per questo, il Tribunale ha previsto due udienze al mese per assicurare un ritmo costante al dibattimento.

Le accuse complessive disegnano un sistema in cui la mafia, attraverso la complicità di politici e imprenditori, avrebbe cercato di infiltrarsi nelle istituzioni e condizionare la vita pubblica, approfittando della fragilità del tessuto economico e sociale.

Le prossime tappe

La prossima udienza è fissata per il 20 giugno, data in cui proseguirà la fase istruttoria con l’ascolto di altri testimoni e l’analisi tecnica delle conversazioni intercettate, che dovrebbero chiarire i rapporti tra l’ex senatore e i referenti mafiosi del territorio.

Il processo “Eirene” si preannuncia lungo e delicato. Al centro, non solo presunte collusioni tra politica e mafia, ma anche il ruolo di un ex parlamentare di lungo corso che, secondo la DDA, avrebbe tentato di capitalizzare consensi elettorali attraverso i canali dell’illegalità