Tutte le contraddizioni del centrodestra nel trapanese
Le sigle del centrodestra provinciale, LEGA per Salvini premier, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Democrazia Cristiana, Noi Moderati, Grande Sicilia hanno sottoscritto un comunicato stampa, rispondendo all’appello del presidente del Libero Consorzio Comunale Salvatore Quinci: nessuna collaborazione, nessun governo di salute pubblica ma una opposizione, anzi l’invito a Quinci di iniziare a lavorare. La prossima seduta del consiglio provinciale si terrà il 17 giugno, all’ordine del giorno pare che ci sia l’approvazione del regolamento, poi si potrà proseguire con la distribuzione delle deleghe, nessun assessorato, almeno non formalmente, ma una delega che a quello però equivale.
Tutte le contraddizioni
Gli stessi partiti si riuniranno a breve per decidere pure, in maniera definitiva dicono, la questione Marsala. La tempestiva nota della commissaria provinciale della Lega, Eleonora Lo Curto, sul no secco a discutere una eventuale convergenza su Massimo Grillo, ha creato le condizioni per un altro documento condiviso. Quindi, seguendo l’indicazione, sia FdI che una parte di FI dovranno uscire dalla giunta.
C’è però una questione di cui nessuno parla, magari apposta, dimenticando cosa accade nelle città vicine. Se si invoca un centrodestra unito questo dovrebbe esserlo ovunque, senza contraddizioni. Trapani rappresenta l’inizio e mai la fine di ogni contraddizione. Giacomo Tranchida è sindaco di sinistra, ha in giunta esponenti di sinistra, ha la Lega tra i suoi alleati. Si dirà che non c’è il simbolo del partito ma “Trapani Tua” non è esperienza civica e basta è compagine di riferimento dell’assessore Mimmo Turano. Alberto Mazzeo, prima assessore di Tranchida, ora presidente del consiglio comunale, è stato eletto consigliere provinciale in quota Lega e ha sottoscritto la nota contro l’appello di Quinci. Questa è una delle tante contraddizioni che il centrodestra porta con sé e non è nemmeno l’unica. Sono andati divisi pure a Favignana, a Castelvetrano ancora ci si ricorda di Davide Brillo appena entrato in giunta e del coordinatore Maurizio Miceli(FDI), che con una nota sosteneva che non era assessore del partito ma a titolo personale.
Ci sono varie discrasie, che trovano il punto di caduta in Marsala ma non quello di soluzione.
Le alternative
E sempre si torna a parlare delle alternative a Massimo Grillo. Se da una parte c’è Andreana Patti, che si presenta come civica ma con cammino certo mette insieme pezzi di sinistra, dall’altra parte c’è la corsa ai nomi. Troppi si affacciano al panorama ma pochi hanno assunto una decisione, nel frattempo l’ipotesi Salvatore Ombra è sempre in campo e qualcuno storce il naso.
La chiarezza e il consociativismo
Le contraddizioni, quindi il mixaggio tra centrodestra e centrosinistra nelle amministrazioni locali, non è un segnale di maturità politica ma una crisi di azione politica. E oggi la sfida più urgente è quella di rendere trasparenti le linee politiche, senza opacità e confusione. La politica non è un gioco autoreferenziale, ma non può essere nemmeno una doppia morale.
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