Le nuove Province siciliane? Senza soldi nè poteri
Ieri a Palermo si è svolto l’incontro istituzionali richiesto da ANCI Sicilia con i presidenti dei Liberi consorzi comunali e il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno.
Presenti all’incontro il presidente di ANCI Sicilia Paolo Amenta, il segretario generale Mario Emanuele Alvano, Giuseppe Pendolino, presidente del Libero Consorzio di Agrigento, Walter Tesauro, presidente del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, Piero Capizzi, presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Maria Rita Schembari, presidente del Libero consorzio comunale di Ragusa, Michelangelo Giansiracusa, presidente del Libero Consorzio di Siracusa e Salvatore Quinci, presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani.
Criticità e confronto
L’incontro ha rappresentato una preziosa occasione per affrontare le complesse problematiche delle ex Province, con l’obiettivo primario di migliorare la loro capacità gestionale e rafforzare la relazione tra l’amministrazione regionale e le comunità locali. Al centro del dibattito, le modifiche statutarie del Liberi Consorzi ma anche temi quali la dotazione organica degli enti, i trasferimenti delle risorse finanziarie da parte della Regione soprattutto in merito alla gestione delle strade e delle scuole, la gestione dei rifiuti speciali e di quanto necessario per garantire servizi più efficienti ai cittadini e la necessità di modifiche all’attuale legislazione relativa all’applicazione della Legge numero 15 del 2015.
Amenta: modiche necessarie alla legge
Paolo Amenta ha sottolineato: “Al termine del proficuo e costruttivo incontro dcongiuntamente al presidente Galvagno è emersa la valutazione che sia quanto mai necessario mettere mano alla L. 15/2015, la legge siciliana che regolamenta l’applicazione in Sicilia della c.d. legge Del Rio. Si ritiene che sia necessario uniformarla a quanto già avvenuto nel resto dell’Italia e pertanto di darà il via a un’attenta valutazione che porti allo sviluppo e formalizzazione dei necessari emendamenti alla norma da sottoporre alla Commissione al fine di dare l’avvio alle consultazioni sia in Commissione sia con i capigruppo per raggiungere un accordo che permetta di presentare le modifiche all’Assemblea Regionale e modificare la legge”.
Salvatore Quinci: rimettere al centro gli Enti Locali.
Il presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani è stato presente all’incontro sia con il presidente Gaetano Galvagno che con la commissione Bilancio: “Sono stati due incontri che i 6 presidenti del Libero Consorzio e ANCI Sicilia hanno deciso di svolgere in maniera sinergica”. I 6 presidenti sono entrati nel momento della loro elezione di diritto nel direttivo di ANCI Sicilia.
I temi trattati sono stati due, uno riguardava il Libero consorzio e l’altro i Comuni: “Per quanto riguarda il Libero Consorzio-ha detto Quinci-noi abbiamo prospettato al presidente Galvagno e alla commissione Bilancio una serie di esigenze: l’aggiornamento della Legge 15 del 2015, risulta datata.
C’è da definire lo status dei consiglieri provinciali delegati, quindi in tema di permessi dal lavoro e di rimborso spese di viaggio”.
Dopo anni di commissariamento i Liberi Consorzi fanno i conti con una cassa in rosso, Quinci lo dice chiaro: “Poi c’è il tema essenziale delle risorse. La prima questione centrale è quella del prelievo forzoso, quando la legge Delrio ha abolito le provincie ha istituito questo prelievo che di fatto le svuota di risorse. In altre province d’Italia il prelievo forzoso è stato neutralizzato, c’è il ristoro da parte della Regione siciliana, che però è parziale”.
Novità in variazione di bilancio regionale: “Si è valutato sia in commissione Bilancio che con il presidente Galvagno di inserire in variazione bilancio, già al 31 luglio, alcuni interventi e per questo ci saranno diversi incontri e presenteremo delle proposte di interventi legislativi”.
L’incontro ha riguardato anche i Comuni: “Qui il caso è sempre lo stesso e riguarda la Sicilia: 130 Comuni in dissesto e pre dissesto, 180 commissari per chiudere il rendiconto e diversi Comuni che ancora non hanno chiuso il rendiconto 2023. Il tema è quello ad esempio della spesa Asacom, qui i Comuni spendono 80milioni di euro e ne ricevono pochissimi; il tema della assistenza e ricovero per le persone con disabilità, la legge dovrebbe costringere le ASP a dare il 40% della retta per le convenzioni sanitarie e invece le ASP si rifiutano, anche lì i Comuni spendono 80milioni di euro. Un altro tema è quello dei depauperamenti dei trasferimenti relativi al 2024. Tante questioni che hanno un solo filo logico: rimettiamo al centro del dibattito l’autorevolezza degli Enti Locali”.
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