Trapani. “Persona non gradita”: espulsa in Egitto Betty D’Amico
“Persona non gradita”: espulsa in Egitto per la sua identità. La storia di Betty D’Amico, da Trapani al Pride
Doveva essere un viaggio per festeggiare. Un regalo alla nipote per i suoi 18 anni. Una settimana di relax a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Invece, per Betty D’Amico, trapanese, la vacanza si è trasformata in un incubo.
«Appena hanno controllato il mio passaporto mi hanno fermata», racconta Betty, visibilmente provata. «Mi hanno detto che ero “persona non gradita” e hanno avviato le procedure per espellermi. Mi hanno trattata come una criminale. Derisa, umiliata, spinta da un ufficio all’altro sotto gli sguardi indifferenti di chi assisteva in silenzio».
Betty è stata costretta a imbarcarsi sul primo volo di rientro per l’Italia, mentre la nipote, sotto shock, piangeva e tremava senza riuscire a capire perché la zia venisse portata via. La risposta era tanto semplice quanto crudele: Betty è una donna transgender.
Una vicenda dolorosa, che ha colpito la comunità trapanese e ha suscitato reazioni anche a livello nazionale. Rientrata in Italia, Betty ha denunciato quanto accaduto all’Arcigay di Milano. «Non è solo una questione personale. È inaccettabile che nel 2025 una persona venga espulsa per la sua identità. Andrò fino in fondo, perché la mia dignità è stata calpestata», afferma con determinazione.
A Trapani, Betty è conosciuta e amata. In molti hanno voluto farle sentire solidarietà e vicinanza.
Tra questi anche il Partito Democratico di Trapani, che in una nota ha dichiarato: «Oggi vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza a Betty D’Amico, che ha dovuto subire umiliazioni e trattamenti inaccettabili solo per aver chiesto rispetto. Il Pride esiste perché ci sono ancora troppe persone costrette a nascondersi, perché amare è ancora un atto di coraggio, perché la libertà non è scontata. Il 26 luglio sarà il momento di dirlo anche qui: a Trapani, per la prima volta, scenderemo in piazza con orgoglio, per Betty e per chiunque abbia bisogno di sentirsi visto e amato».
E proprio in questi giorni, migliaia di persone hanno sfilato a Budapest per il Pride, nonostante le pressioni del governo ungherese. E la campagna “Trygg” dell’Oslo Pride – «Basta un segno, una spilla, un sorriso per far sentire qualcuno al sicuro» – risuona anche in questa storia, che da Sharm el-Sheikh arriva a Trapani con tutta la sua forza.
Il Trapani Pride del 26 luglio, alla sua prima edizione, sarà anche per Betty. Perché nessuno debba più sentirsi “non gradito” solo per essere ciò che è.
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