Egadi, il mare riabbraccia le sue figlie: tre tartarughe Caretta Caretta tornano libere
C’è chi il mare lo vive per un tuffo, chi per la pesca, chi per fuggire dall’afa cittadina. E poi c’è chi, nel mare, rischia di morire. Ma quella di oggi è una storia a lieto fine. È la storia di tre tartarughe Caretta Caretta che questa mattina, tra gli applausi e la commozione di oltre cento turisti, hanno ripreso il largo a Punta Sottile, sull’isola di Favignana.
Un ritorno alla libertà che ha il sapore di una piccola grande vittoria della natura, resa possibile dal lavoro silenzioso ma fondamentale dei Carabinieri e dei biologi dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.
Le tre tartarughe erano state salvate nel giugno scorso nelle acque tra Marettimo e Favignana dal battello CC 405. Galleggiavano senza riuscire a immergersi, prigioniere invisibili della plastica ingerita, simbolo drammatico di un Mediterraneo sempre più ostaggio dell’inquinamento.
Affidate alle cure del Centro Provinciale di Recupero per tartarughe marine dell’AMP Egadi, le tre esemplari – due femmine e un giovane maschio – sono state sottoposte a un ciclo di cure naturali: nessuna chirurgia, ma tempo, attenzione e dedizione. Giorno dopo giorno, hanno espulso i frammenti di plastica ingeriti, recuperato il peso perduto, ritrovato la forza nei muscoli e la voglia di nuotare.
Questa mattina, sotto un cielo terso e davanti agli occhi meravigliati di grandi e bambini, le tartarughe hanno ripreso il mare. Un tuffo, un guizzo, un’ultima occhiata alla costa – forse un saluto – e poi via, verso il blu. A vegliare su questo momento magico, i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo (distaccamento CITES di Trapani), i militari della Stazione di Favignana, il personale dell’Area Marina Protetta.
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