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16/07/2025 21:21:00

Accusato di danno erariale, assolto 56enne salemitano

È stato assolto con formula piena Giuseppe Bellitti, 56enne originario di Salemi, accusato di aver provocato un danno erariale superiore ai 500 mila euro nei confronti dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). La Corte dei Conti di Palermo ha respinto ogni addebito a suo carico, riconoscendone la totale estraneità ai fatti contestati.

 

L’indagine  - come riporta Castelvetranonews - aveva avuto origine nel 2013, a seguito di una maxi-inchiesta condotta dalla Procura di Enna. Al centro del caso, una truffa ai danni dell’Unione Europea attraverso la richiesta indebita di contributi agricoli da parte di alcune aziende della provincia di Enna, con il supporto illecito di operatori del CAA (Centro Assistenza Agricola).

 

Tra i protagonisti della vicenda, un soggetto già in passato legato ad AGEA, che era riuscito a ottenere un incarico presso il CAA di Salemi, nonostante fosse totalmente sconosciuto alla struttura. Da qui l’ipotesi accusatoria della Procura Regionale della Corte dei Conti, che ritenne Bellitti, in quanto responsabile del CAA salemitano, corresponsabile del danno economico inflitto all’ente pubblico.

 

Bellitti, assistito dall’avvocato Francesco Salvo, ha però sempre respinto ogni accusa, chiedendo di essere ascoltato e fornendo ampie spiegazioni sul proprio ruolo e sull’organizzazione interna del centro. Nonostante la sua difesa, la Procura ha scelto di portarlo ugualmente a processo insieme agli altri soggetti coinvolti.

Durante il dibattimento, è emerso come Bellitti non fosse stato a conoscenza delle operazioni illecite compiute dai due operatori ennesi, i quali erano riusciti ad accedere al sistema AGEA tramite le proprie credenziali, aggirando ogni controllo preventivo da parte del responsabile del CAA. Una falla del sistema informatico SIAN – il portale utilizzato per le domande di pagamento – avrebbe infatti consentito la trasmissione dei dati senza il vaglio diretto del responsabile.

 

Grazie anche a una consulenza tecnica disposta dalla Corte su richiesta della difesa, è stato accertato che tale vulnerabilità del sistema rappresentava una criticità non imputabile al Bellitti. La Corte dei Conti, attraverso due sentenze gemelle, ha così riconosciuto la validità della linea difensiva, assolvendo completamente il 56enne salemitano e condannando invece gli effettivi autori della truffa al risarcimento integrale del danno.



Native | 31/12/2025
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