Una pastasciutta condivisa per ricordare la caduta del fascismo e rinnovare, nel presente, i valori della Resistenza. Giovedì 24 luglio, alle 20, l’ANPI Mazara – sezione “Comandante Petralia” organizza la seconda edizione della pastasciutta antifascista, in occasione dell’82° anniversario del 25 luglio 1943.
L’appuntamento si terrà da Moltivolti @ CIVIC, in corso Vittorio Veneto 201. Sarà una serata di memoria, convivialità e riflessione, con letture, musica e interventi sul significato dell’antifascismo oggi.
La data scelta non è casuale. Il 25 luglio 1943, dopo la riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Benito Mussolini venne destituito e arrestato. Dopo ventuno anni di regime, per milioni di italiani si aprì la speranza della fine della dittatura, anche se la guerra non era ancora finita e la Liberazione sarebbe arrivata solo molti mesi dopo.
A Campegine, in provincia di Reggio Emilia, la famiglia Cervi volle celebrare quel momento con un gesto semplice e fortissimo: preparare e distribuire pasta a tutta la comunità. L’Istituto Alcide Cervi ricorda che furono procurati farina, burro e formaggio, e vennero preparati chili di pasta per festeggiare la caduta di Mussolini. Quel pranzo popolare sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’antifascismo italiano.
Alcide Cervi lo avrebbe poi definito “il più bel funerale del fascismo”. Una frase entrata nella memoria civile del Paese, perché trasforma un gesto quotidiano in un atto politico: mangiare insieme, in piazza, per celebrare la libertà ritrovata e la fine di un regime.
La storia dei Cervi, però, porta con sé anche il peso della tragedia. I sette fratelli Cervi, insieme a Quarto Camurri, furono fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia. La pastasciutta del 25 luglio resta dunque un rito di gioia e insieme di memoria: ricorda la speranza di quel giorno e il prezzo pagato da chi scelse la Resistenza.
A Mazara del Vallo, l’ANPI riprende quel rito civile e lo porta dentro la comunità locale. Non come semplice rievocazione, ma come occasione per interrogare il presente. L’antifascismo, infatti, non appartiene soltanto ai libri di storia. Riguarda il modo in cui una comunità difende democrazia, libertà, diritti, partecipazione e dignità delle persone.
La serata sarà dedicata anche ai concittadini mazaresi che hanno lottato per la libertà. È un passaggio importante, perché la memoria nazionale diventa più concreta quando incontra i nomi, le storie e i luoghi del territorio.
Ricordare la Resistenza a Mazara significa riconoscere che anche qui, dentro una città del Sud spesso raccontata soprattutto per il mare, la pesca e la sua identità multiculturale, esistono tracce di impegno civile da custodire e trasmettere.
Il programma prevede letture, musica e interventi. La riflessione non si fermerà al passato, ma guarderà anche all’attualità: alle guerre in corso, alle violenze, al dramma umanitario nella Striscia di Gaza. Una scelta che colloca il 25 luglio dentro un orizzonte più ampio, legando memoria antifascista e difesa della pace.
È un collegamento che può apparire impegnativo, ma appartiene alla storia stessa della pastasciutta antifascista. Nel 1943 i Cervi sapevano che il fascismo non era ancora sconfitto e che la guerra continuava. Eppure scelsero di condividere il cibo come segno di liberazione, solidarietà e fiducia nel futuro.
Oggi quel gesto viene ripetuto in molte città italiane. Tavole, circoli, piazze e associazioni si riempiono di persone che mangiano insieme per ricordare che la democrazia non è un’eredità garantita una volta per tutte. Ha bisogno di cura, memoria e partecipazione.
La sezione ANPI “Comandante Petralia” ha scelto di rendere la pastasciutta antifascista un appuntamento fisso anche a Mazara. È una scelta che dà continuità a un lavoro culturale e civile: non limitarsi alle ricorrenze ufficiali, ma costruire occasioni pubbliche in cui la memoria diventi relazione.
In un tempo in cui le parole rischiano spesso di perdere peso, il rito della pastasciutta conserva una forza particolare. Non è solenne, non è distante, non chiede formalità. È un piatto condiviso. Proprio per questo riesce a dire qualcosa di essenziale: la libertà riguarda la vita quotidiana, i corpi, le famiglie, le comunità, il diritto di stare insieme senza paura.
Chi vuole partecipare può prenotare entro martedì 22 luglio scrivendo a anpi.mazara@gmail.com o contattando il numero 347 679 9310.
La pastasciutta antifascista del 24 luglio sarà dunque un momento di convivialità, ma anche un atto di memoria. Per ricordare la caduta del fascismo, i mazaresi che scelsero la libertà e il valore di un antifascismo capace ancora di parlare al presente.
Ines D’Orazio