Gin Sale Competition, stasera la sfida finale all’Opificio Culturale Bianchi
Si chiude stasera, 24 luglio, agli Opifici Culturali Bianchi di Marsala la prima edizione della Gin Sale Friendly Competition, il format ideato dalle Cantine Bianchi per raccontare – attraverso la mixology, la cucina e la musica – un pezzo di territorio in trasformazione.
Dopo tre serate di qualificazione partecipate e vivaci, la finale riunisce i migliori bartender che si sono sfidati a colpi di shaker e creatività sul tema del viaggio. Ognuno di loro ha presentato un cocktail originale a base di Gin Sale, il distillato monobotanico prodotto in casa Bianchi, che unisce ginepro e sale marino per esprimere in modo essenziale il paesaggio marsalese.
Come sempre, i cocktail saranno accompagnati da piatti pensati ad hoc, firmati dallo chef Peppe Agliano, che per ogni appuntamento ha reinterpretato la cucina siciliana con tecnica e leggerezza. A completare l’esperienza, la musica dal vivo di una band locale, in linea con la filosofia del progetto: mettere in rete energie del territorio, senza effetti speciali, ma con coerenza e visione.
Il pubblico – coinvolto attivamente con schede voto cartacee e interazioni digitali – avrà voce in capitolo nel decretare il vincitore, accanto alla giuria tecnica. Anche i social, nei giorni precedenti, hanno ospitato una parte della gara: le foto dei cocktail in concorso e il “like” degli utenti hanno influito sulla selezione.
«GinSale rappresenta il simbolo della nostra trasformazione», racconta Carla Alagna, titolare di Cantine Bianchi insieme a Claudio Bianchi. «Abbiamo voluto affidargli il compito di segnare un cambiamento, anche generazionale, e creare un nuovo legame con un pubblico diverso, più giovane, curioso, aperto. È da questo desiderio che nasce la competition: volevamo mettere il gin nelle mani dei bartender, stimolare la loro creatività, ascoltare le loro idee.»
Per Alagna, il sale è la chiave del racconto: «Attraverso il sale raccontiamo Marsala. È una scelta meno ovvia rispetto agli agrumi o alle erbe, ma più autentica per noi. Il Gin Sale è volutamente semplice, sapido, mai salato. La sua eleganza è nella sua essenzialità.»
Un messaggio che attraversa anche lo spazio che ospita l’evento: l’Opificio Culturale Bianchi, ex magazzino fiduciario riconvertito in luogo di idee, arte e relazioni. «Volevamo che questi luoghi tornassero vivi, accessibili, attraversati. Qui non si consuma soltanto un cocktail: si parte per un viaggio», conclude Alagna.
La finale di stasera chiude il primo ciclo di questo esperimento culturale e sensoriale, ma nelle intenzioni dei promotori è solo l’inizio. Le Cantine Bianchi hanno già annunciato la volontà di dare continuità alla competizione, alimentando il dialogo tra impresa, creativi e comunità. Un modo concreto per rendere il gin (e il sale) strumenti di connessione, racconto e trasformazione.
(Articolo sponsorizzato scritto in collaborazione con il committente. Per info scrivi a marketing@rmc101srl.it)
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