Fine settimana d’arte e di emozioni in provincia di Trapani: tra Rossini, Shakespeare e...
Un fine settimana ricco di cultura e passione ha acceso alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Trapani, tra debutti lirici, concerti tra le pietre millenarie di Segesta e la poesia senza tempo di Shakespeare in napoletano.
Finardi inaugura il Segesta Teatro Festival: “Scateniamo guerre per sentirci vivi”
È iniziato con un concerto indimenticabile il Segesta Teatro Festival 2025, diretto da Claudio Collovà. Venerdì sera Eugenio Finardi, accompagnato da oltre 600 spettatori, ha dato il via alla rassegna con un viaggio tra i suoi cinquant’anni di carriera. “Suonare su queste pietre è un’emozione incredibile”, ha detto dal palco del Teatro Antico. E mentre il pubblico cantava in coro Musica Ribelle, La Forza dell’amore, Dolce Italia ed estratti dal nuovo album Tutto, Finardi ha lasciato un messaggio forte e attuale. Il concerto si è concluso con una lunga standing ovation sulle note di Extraterrestre, brano simbolo della sua poetica.
L’Italiana in Algeri debutta a Trapani: Rossini incontra il Mediterraneo
Sempre venerdì sera, il Teatro Giuseppe Di Stefano a Trapani ha ospitato il debutto de L’Italiana in Algeri, nuova produzione del Luglio Musicale Trapanese, diretta da Mirco Reina e messa in scena da Renato Bonajuto. Un’opera che ha sfidato il caldo torrido con un pubblico entusiasta e un allestimento capace di sorprendere: l’Algeria diventa metafora del Mediterraneo come spazio di incontro, scoperta e riscatto femminile.
Protagonista assoluta la soprano giapponese Saori Sugiyama, vincitrice del Concorso “Giuseppe Di Stefano”, nei panni di un’Isabella moderna, trasformista, ironica e potente. Con lei, giovani talenti provenienti da tutto il mondo, uniti dalla passione per Rossini.
Un’opera visivamente affascinante grazie ai costumi di Artemio Cabassi, che ha cucito addosso ai protagonisti una doppia anima: l’Italia anni Cinquanta e l’Algeria fantastica degli orientalisti. Un’opera moderna senza tradire l’originale.
Grande successo anche per il progetto di accessibilità realizzato in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi, con percorsi tattili, guide in Braille e contenuti audio dedicati, a cura della Prof.ssa Rossella Pizzatti e del Conservatorio “Antonio Scontrino”.
Musella e Shakespeare, l’incanto del dialetto a Segesta
Sabato sera, sempre al Segesta Teatro Festival, è andato in scena un altro momento memorabile. Lino Musella ha portato sul palco L’ammore nun è ammore, una reinterpretazione in dialetto napoletano di 30 sonetti d’amore di Shakespeare. Tra le musiche di Marco Vidino, maschere, cilindri e cambi di tono, Musella ha dato vita a un recital intenso e commovente, dove la lingua napoletana ha risuonato con forza teatrale e musicale. “Il napoletano viene da dentro, come Shakespeare”, ha detto l’attore, salutato da un lungo applauso. “Un giorno porterò in scena anche il Riccardo III”.
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