Shark, Sanogo completa il puzzle. Ma i dubbi restano
Ora che il puzzle ha inserito la sua ultima tessera, intorno al futuro del Trapani Shark si schiariranno le idee. Si trattava di un inserimento di importanza capitale ed i profili osservati erano molteplici e tutti con caratteristiche diverse.
La scelta finale è caduta su Adama Sanogo, proveniente dalla G-League americana, una sorta di succursale dell’NBA, poiché 29 delle 31 squadre sono affiliate alle franchigie USA. Il pivot ha giocato 13 partite con i Chicago Bulls: per il resto una giovane carriera al piano inferiore dell’NBA. Chiaramente un curriculum impalpabile, considerata la giovane età del nativo del Mali, ma un ottimo prospetto, almeno nelle dichiarazioni del presidente Antonini :”Arriva un profilo top a completare una squadra favolosa e molto più completa dello scorso anno”. Un giudizio di parte, non condivisibile da tutti, che però avrà un’eco immediata su abbonamenti che stentano a decollare. La potenza di fuoco sul piano mediatico, dopo l’oscuramento provvisorio “per guasti tecnici“, risulta ricomposta. Ma nonostante il battage pubblicitario, riteniamo difficile che gli Shark siano in grado di raggiungere gli stessi risultati dello scorso anno. Le pesanti penalizzazioni, inferte dalla Federazione, hanno smorzato di molto gli entusiasmi delle tifoserie. Chiaramente gli obbiettivi sbandierati appena un anno addietro, raggiungimento della serie B calcistica e corsa allo scudetto nel Basket, risultano fortemente ridimensionati. Se poi aggiungiamo che il ritocco verso l’alto del costo degli abbonamenti, definito “ lieve” dalla Governance, peserà sui bilanci delle famiglie...
Secondo noi manca quella ciliegina che si depone per ornamento sulla torta, ovvero l’ombrellino sul cocktail dei non astemi. Non troviamo ancora sull’organigramma del progetto-basket la riverita firma di Jasmin Repesa. Né sconosciamo i motivi a roster ultimato, né ci è dato conoscere se dal suo eremo vacanziero il Coach croato abbia ed in quale misura, potuto incidere. “PIENA”, ha sostenuto con forza Antonini e non abbiamo motivo di contestarne o sminuirne l’affermazione. Le ripetute dichiarazioni del Patron non hanno mai dato adito a dubbi sulla volontà di riconferma del Croato. Aspettiamo solo delle conferme ufficiali che possano spazzare, una volta per tutte, dubbi e rumors. E reagire scompostamente a coloro che pongono i quesiti , cercando di delegittimare la loro azione, rappresenta una deprecabile invasione di campo. A supporto di quanto affermiamo, si legge dalla Piattaforma X: “ A Trapani non c’è giornalista o giornale che scriva qualcosa in modo entusiasta delle società della loro città”. E rincarando la dose, semmai ce ne fosse bisogno: ”E’ evidente che c’ è da far crescere una nuova scuola di giornalismo, da associare sotto l’ombrello di quei pochi giornalisti seri ed onesti che il territorio ci dà oggi”. Non vengono fatti nomi, per carità , meglio mantenere una sana e prudente omertà su coloro che dovrebbero salire in cattedra a dispensare lezioni. Chiaramente il riferimento è riconducibile ai giornalisti che militano nella televisione di proprietà del Patron, fatta uscire in fretta dall’oscurità per restituirla alla luce della corretta informazione. Plausibilmente, una classe giornalistica da associare a quelli che compongono lo Staff Comunicazione dello Shark. O in terza analisi, costruire una linea Maginot di giornalismo che tracci il solco e costituisca una linea di demarcazione tra corretta informazione e fake news, molto vicina, naturalmente, alla linea editoriale di un Patron che “non racconta mai bugie”. Un aratro consegnato nelle mani di un sano giornalismo con la spada di Antonini a difenderlo.
Noi, invece, apparteniamo ad un tipo di giornalismo che OSA rivolgere domande, anche le più scomode possibili. Partiamo sempre dal presupposto che le domande non siano disdicevoli. Le risposte potrebbero, invece, esserlo. Non perseguiamo fini di carattere personale o ci aspettiamo dalla nostra piattaforma informativa, aperta a tutti senza blocchi o sacchi di sabbia che la proteggano da interlocutori scomodi, prebende o premi in denaro. La personale attività di chi scrive è libera e non retribuita e risponde a una passione coltivata da sempre e mirata al rispetto di etica e deontologia, ideali non monetizzabili.
Per ritornare al nocciolo della questione, un nodo gordiano sulla conferma di Jasmin Repesa esiste, eccome! Non c’è squadra di LBA che non abbia già ufficializzato il Responsabile Tecnico per la stagione a seguire. Conseguenza? Che “Jasmin stia bello tranquillo in vacanza a casa sua in Croazia”. Al resto provvederà la perfetta organizzazione dello Shark. La risposta piccata della Governance equivale ad una sorta di “menar il can per l’aia”, cioè parlare di un argomento senza arrivare al dunque , oppure di cambiare discorso per evitare un argomento sgradito. Nel frattempo c'è chi sostiene che ci sarebbero dei problemi che non portano tutt’ora alla preziosissima firma di Repesa sul contratto. La prima, quella che presenta maggiori difficoltà attiene alla espressa richiesta dell’ Head Coach di poter disporre di un aereo charter che colleghi Trapani direttamente alle città di Champions League nelle trasferte. Il fatto di giocare giovedì sera, in sedi non proprio servite bene dagli aeromobili di linea, comporterebbe notevole difficolta logistiche al rientro. Difficolta già patite dal “Buster “Repesa durante la lunghissima esperienza di Coppe europee. Un altro, ma di più facile soluzione, attiene ad un eventuale reintegro di Tibor Pleiss qualora non si raggiungesse ad una soluzione concordata del contratto. Ricordiamo che il tedesco dopo la non eccelsa esperienza al Panathinaikos , è ritornato alla base e vanta un faraonico contratto di 600 mila dollari netti l’ anno ed anche se un po’ svalutati , si avvicinano, di molto, al milioncino lordo. In pratica il solo contratto di Pleiss ha fagocitato, per intero, quel 25% indicato da Antonini per rintuzzare una ventilata diminuzione del budget. Attendiamo , quindi risposte su specifiche domande. Se il Coach non ha ancora ufficializzato la sua posizione, lascia ampio spazio a rumors e venticelli che da brezza marina potrebbero trasformarsi in temporale. E forse, la posizione di Pleiss, tra “color che stan sospesi” la dice lunga sulle “ perplessità” che ruotano nella testa del Croato. Forse un raid veloce, con aeroplanino privato, direzione Croazia, potrebbe tranquillizzare un ambiente ansioso.
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