Oggi è il giorno del Ponte sullo Stretto: il Cipess approva il progetto definitivo
Dopo decenni di annunci, smentite, rinvii e studi tecnici, oggi arriva l’approvazione definitiva del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, darà il via libera alla dichiarazione di pubblica utilità, penultimo passaggio prima dell’analisi della Corte dei Conti. È un passo storico, come lo ha definito il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che oggi sarà a Messina per celebrare la decisione assieme ai parlamentari della Lega Sicilia.
Un sì che arriva dopo una settimana di forti tensioni politiche e giuridiche, con appelli alla Commissione Europea, ricorsi delle associazioni ambientaliste e critiche alla fretta con cui – secondo gli oppositori – è stato esaminato un dossier composto da migliaia di tavole tecniche.
15 miliardi per un’opera da record mondiale
Il progetto prevede un ponte a campata unica da 3.300 metri, la più lunga al mondo. L’opera nel suo complesso sarà lunga 3.666 metri e collegherà la Sicilia alla Calabria attraverso un’infrastruttura sospesa a sei corsie (quattro stradali e due ferroviarie), affiancata da 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari, in gran parte in galleria, per collegare l’opera alle autostrade e linee ferroviarie ad alta capacità delle due Regioni.
Il costo complessivo stimato dell’opera è di 13,532 miliardi di euro, interamente coperti da fondi pubblici. Ma considerando anche gli interventi connessi, il valore totale si avvicina ai 15 miliardi.
Il ministro Salvini parla di un «regalo alle future generazioni», una «grande eredità strategica» per la competitività del Paese, capace – secondo le stime ufficiali – di generare:
23,1 miliardi di euro di contributo al PIL nazionale;
36.700 posti di lavoro stabili già in fase di cantiere;
10,3 miliardi di maggiori entrate fiscali per lo Stato.
«Non è solo un’opera per il Sud – ha dichiarato il sottosegretario Alessandro Morelli – ma un investimento che interesserà tutta l’Italia. Il suo Valore Attuale Netto Economico sarà positivo per 1,8 miliardi, grazie a minori costi di trasporto, maggiore efficienza logistica e riduzione delle emissioni».
Le critiche: “Un atto di arroganza, nessun privato investirà un euro”
Ma mentre il governo brinda, le critiche si moltiplicano.
Angelo Bonelli, deputato di AVS, parla di «un atto di arroganza senza precedenti». Il ponte, denuncia, «sarà costruito interamente a spese dei cittadini, con 14,6 miliardi pubblici, senza alcun apporto privato. Neanche Berlusconi si era spinto a tanto».
Bonelli sottolinea anche i rischi ambientali e sismici: uno dei piloni principali sorgerà su una faglia attiva, e il progetto avrebbe ricevuto pareri negativi da Anac, Ispra, Ingv e dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nonostante questo, il governo ha scelto di procedere, attivando una procedura speciale in deroga che ha bypassato diversi vincoli normativi.
Una procedura, secondo il fronte contrario, non legittima. Wwf, Lipu, Legambiente e Greenpeace hanno presentato ieri un ricorso alla Commissione Europea, chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione. Secondo le associazioni, il progetto viola le condizioni fissate dalle direttive comunitarie in materia ambientale: non ci sarebbero alternative esplorate in modo credibile, né motivi imperativi di interesse pubblico dimostrabili, né interventi compensativi adeguati.
La voce dei territori: espropri, incertezze e proteste
L’approvazione della pubblica utilità apre la strada alle procedure di esproprio: oltre 500 famiglie, tra Calabria e Sicilia, temono di perdere la casa. I movimenti No Ponte parlano di una decisione calata dall’alto e preannunciano una nuova manifestazione sabato prossimo a Messina, nel solco del corteo dello scorso anno che ha portato in strada oltre 10 mila persone.
Anche l’avvocata Aurora Notarianni, attivista storica del movimento No Ponte, ha denunciato il poco tempo a disposizione del Cipess per valutare il progetto definitivo. «In appena una settimana – afferma – è stato approvato un documento sterminato, senza il necessario approfondimento. Chi ha firmato si assume anche un’eventuale responsabilità per danno erariale».
Un’opera simbolo, ma ancora senza cantieri
Il Ponte sullo Stretto è il simbolo di un’Italia che sogna in grande, ma che spesso inciampa nei suoi stessi progetti. Se ne parla dai tempi degli antichi romani, ricorda Salvini con tono trionfalistico, e oggi – almeno sulla carta – l’Italia ha detto sì. Ma i cantieri ancora non esistono, e l’avvio dei lavori dipenderà da passaggi non scontati, tra cui l’analisi della Corte dei Conti, la valutazione dei ricorsi europei e soprattutto la tenuta finanziaria e politica dell’intero programma infrastrutturale.
Per ora, il Ponte è ancora solo un grande disegno. Ma da oggi, con l’approvazione del Cipess, diventa anche un impegno scritto nero su bianco.
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