Stamattina la prima "alba" al Segesta Teatro Festival
“Uno spettacolo all’alba è uno stacco: fermi il tempo e come per magia, ti ritrovi in quel preciso momento sospeso tra notte e giorno”. Giovanni Calcagno ha voluto attendere l’alba con gli spettatori stamattina (10 agosto) al Teatro Antico di Segesta, cucendo la storia ironica di un mostro, un Polifemo innamorato. La narrazione si è intrecciata con l’azione danzata delle grandi marionette corporee di Bianca Bonaconza e i movimenti dei due danzatori, Vanessa Lisi e Marco Di Dato, giovani promesse di Scenario Pubblico.
E ieri sera (sabato 9 agosto, con replica stasera, domenica 10 agosto alle 19.30) il Segesta Teatro festival diretto da Claudio Collovà ha ospitato anche una giovane Orestea affidata ai neodiplomati dell’Accademia del dramma antico dell’Inda di Siracusa. “Abbiamo raccontato l’idea di fondazione di giustizia. Il momento in cui ad Atene si passa dalla legge del taglione al primo esempio di tribunale del popolo” spiega il regista Daniele Salvo che lunedì alle 19.30 firma anche la “Medea” di Seneca affidata a Melania Giglio. “È una tragedia latina, un testo scuro, Medea è un ministro dell’Aldilà che fa appello alla dimensione più nera del nostro essere”.
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