Mediterranea raddoppia: varata la nuova nave di soccorso al largo di Trapani
Un abbraccio tra due navi, due equipaggi e due storie che si intrecciano nel nome della solidarietà. A circa 25 miglia da Trapani, fuori dalle acque territoriali italiane, è partita ufficialmente la nuova missione di Mediterranea Saving Humans, con il debutto della nuova nave “Mediterranea”, che affiancherà la storica Mare Jonio nelle attività di ricerca e soccorso in mare.
Il rendez-vous simbolico
Il momento inaugurale è stato un rito carico di emozione e significato. Le sirene delle due navi hanno suonato insieme, la Mare Jonio ha compiuto un giro attorno alla nuova Mediterranea e gli equipaggi si sono abbracciati a bordo augurandosi “buon vento”. Un vero e proprio atto di sorellanza navale, che sancisce la volontà di raddoppiare gli sforzi per salvare più vite umane nel Mediterraneo, un mare che troppo spesso continua a trasformarsi in una tomba silenziosa per migliaia di migranti in fuga da guerre, persecuzioni e povertà.
Un passaggio di testimone e di cooperazione
A bordo della Mediterranea erano presenti anche i rappresentanti della ong tedesca Sea-Eye, che ha gestito in passato l’imbarcazione e che a fine maggio l’ha ceduta a Mediterranea Saving Humans. Un passaggio di consegne che non è soltanto simbolico, ma che rappresenta la continuità di una missione condivisa: il salvataggio di vite umane nel cuore del Mediterraneo centrale.
Il cappellano di Mediterranea, don Mattia Ferrari, ha portato la sua voce da bordo, collegandosi con la nave Belle Espoir, progetto promosso dalle diocesi del Mediterraneo, inviando da Marsiglia un messaggio di pace e di incoraggiamento.
Un gesto per la memoria: Mario Paciolla in equipaggio
Un momento particolarmente intenso si è avuto quando la presidente di Mediterranea, Laura Marmorale, ha appeso a bordo della nuova nave la foto di Mario Paciolla, il cooperante italiano ucciso in Colombia nel 2020 in circostanze mai chiarite. «Mario continuerà a navigare idealmente con noi – ha detto – in ogni salvataggio, in ogni azione di solidarietà e resistenza». Un gesto semplice ma potente, che unisce memoria, giustizia e impegno civile.
Una nuova fase: “Non ci rassegniamo”
La nuova nave è più grande e meglio attrezzata rispetto alla Mare Jonio, con spazi adeguati anche per un ospedale di bordo. Un salto di qualità che segna una nuova fase per Mediterranea. «Non ci rassegniamo all’idea che il Mediterraneo debba restare un cimitero senza croci – scrive l’organizzazione –. Non stiamo a guardare. Non accettiamo l’inerzia. Raddoppiamo».
Il capo missione Luca Casarini ha ribadito la linea: «Il tema vero non è ridurre i soccorsi, come vorrebbe il governo, ma aumentarli. Dopo l’ennesima tragedia annunciata, la nostra migliore risposta è raddoppiare».
Verso sud, in zona Sar libica
Concluso il rendez-vous, la Mare Jonio ha fatto ritorno in porto, mentre la Mediterranea ha puntato verso sud: da stasera sarà operativa in zona Sar libica, l’area più critica per i flussi migratori e i naufragi.
A incoraggiare l’equipaggio è arrivato anche un messaggio del cardinale Luis Antonio Tagle, che ha scritto: «Grazie per assolvere alla missione di soccorrere i nostri fratelli e sorelle le cui vite sono a rischio nel Mediterraneo».
Unire le forze per salvare vite
La partenza della Mediterranea non è solo l’inizio di una nuova missione, ma il segno concreto di una scelta politica e umana: unire le forze, cooperare tra organizzazioni, sostenersi reciprocamente. Perché, come hanno ribadito oggi i protagonisti, salvare vite in mare non è una possibilità, ma un dovere civile.
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