Trapani, al via i lavori da 11.8 milioni per la barriera a mare del litorale nord
Partono oggi, 1 settembre, i lavori per la nuova barriera a mare del litorale nord di Trapani. Il cantiere aprirà il 10 settembre. Costo: 11,8 milioni di euro. Un’opera attesa da vent’anni. Serve a proteggere le mura di Tramontana e le spiagge sottostanti, sempre più erose dalle mareggiate.
La notizia è ufficiale: la Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo con la delibera del 12 agosto, chiudendo un iter lunghissimo fatto di stop, ricorsi e nuove valutazioni ambientali.
In cinquant’anni Trapani ha perso 25 metri di costa: un arretramento che non ha pari in Sicilia e che non è frutto solo della forza del mare. La causa è soprattutto la mano dell’uomo. L’urbanizzazione selvaggia e le costruzioni sui litorali hanno snaturato la costa, cancellando dune fossili e interi ecosistemi. Così la città si è trovata esposta, con danni ambientali che hanno colpito anche la qualità della vita e l’economia locale. Non è semplice fare un ripascimento senza una difesa solida: l’esempio più lampante è la spiaggia di San Giuliano, che negli anni Settanta vantava una spiaggia ampissima e che oggi, a causa dell’erosione, è stata drasticamente ridimensionata.
Il progetto trapanese riguarda vari tratti: Torre di Ligny, via delle Sirene, lungomare Dante Alighieri e la zona della chiesa di San Liberale. Prevede il consolidamento a mare, il monitoraggio ambientale e persino il trapianto della Posidonia oceanica.
Il sindaco Giacomo Tranchida lo presenta così: “È un finanziamento che abbiamo salvato, recuperato ottemperando a tutte le procedure di legge. Dal 1° settembre, anche perché i tempi sono stringenti, i lavori partono. È una sfida anche contro i cambiamenti climatici: il surriscaldamento della Terra e lo scioglimento dei ghiacciai hanno già inciso sull’erosione delle coste. Speriamo che questo intervento metta in sicurezza le mura e favorisca il ricircolo delle acque, restituendoci la sabbia”.
Il Responsabile Unico del Procedimento, ingegnere Orazio Amenta, ripercorre le tappe di una vera odissea burocratica: “Tutto comincia nel 2005, dopo una mareggiata che danneggiò le mura di Tramontana. Seguono progettazione, conferenze di servizi, gara e finanziamento del 2009, poi revocato per mancanza di aggiudicazione. Nel 2018 si affida il progetto esecutivo, consegnato solo a fine 2022. Nel 2023 eravamo pronti, ma ci accorgemmo che la valutazione ambientale era scaduta. Ho dovuto riavviare tutto. Solo nel maggio 2025 è arrivato il nuovo via libera, con l’adeguamento dei prezzi. Ora, finalmente, possiamo partire”.
Il quadro economico è stato aggiornato al prezzario 2025, restando fisso a 11,8 milioni: circa 7,7 destinati a lavori e progettazione, il resto a monitoraggi, spese tecniche e oneri imprevisti. Un’opera che Trapani attende da due decenni e che, secondo l’impresa affidataria, sarà operativa dall’11 settembre, data fissata per l’apertura del cantiere.
Il box delle date
2005 – Una mareggiata danneggia le mura di Tramontana.
2009 – Arriva il finanziamento ministeriale da 11,8 milioni.
2013 – Prima valutazione di impatto ambientale positiva.
2018 – Affidato l’appalto integrato al Consorzio Infra.Tech.
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