"Ad Alcamo l'acqua è come lo champagne. Tariffe alte e rubinetti a secco"
Il presidente del movimento “Siamo Alcamo”, Giacomo Sucameli, interviene duramente contro l’Amministrazione Surdi dopo l’aumento delle tariffe idriche approvato dal Consiglio comunale. Di seguito, il comunicato integrale:
Acqua come lo Champagne. Tariffe alle stelle e disservizi: l’Amministrazione Surdi continua a penalizzare i cittadini.
Ancora una volta l’Amministrazione Surdi riesce a sorprendere — in negativo. Quando si pensa che abbiano esaurito le scelte discutibili, ecco che arriva una decisione che danneggia ulteriormente i cittadini alcamesi.
10 anni fa ci aveva promesso: “acqua potabile nei nostri rubinetti di casa ogni giorno” urlando dal palco in Piazza Ciullo. L’ennesima BUGIA!!!
Con la delibera del Consiglio Comunale n. 54 del 30 giugno 2025, sono state confermate le tariffe idriche secondo il metodo ARERA MTI-4, portando aumenti consistenti che colpiscono soprattutto le famiglie in difficoltà. Le eccedenze tariffarie arrivano oggi a superare i 3,50 euro al metro cubo, includendo acquedotto, fognatura, depurazione e altri oneri.
Grave anche la scelta di applicare sovrapprezzi ai prelievi da autobotte presso il bottino comunale, conteggiandoli nelle fasce di consumo delle utenze domestiche. Questo significa che i cittadini, già costretti ad accumulare acqua a causa di un servizio irregolare, vengono ulteriormente penalizzati economicamente.
È noto infatti che in molte zone di Alcamo l’acqua manca anche per 15–20 giorni consecutivi. I cittadini, per sopperire, sono costretti ad accumularla in cisterne, sostenendo costi aggiuntivi anche per il pompaggio e la distribuzione interna. Il risultato? Un paradosso tariffario: chi subisce un disservizio, paga di più.
Nel dettaglio: il costo in fascia base è di circa 1,40 €/m³ (acquedotto 0,76 + fognatura 0,17 + depurazione 0,44 + altri oneri). In terza eccedenza si arriva a oltre 3,50 €/m³, con una quota acquedotto pari a 2,90 €/m³. A questo si aggiunge la spesa per l’acqua tramite autobotte privata: l’acqua in sé costa circa 10 euro a carico, ma il trasporto arriva a costare 80 euro. Una famiglia alcamese arriva così a spendere 300–500 euro l’anno, non per sprechi, ma per fronteggiare un servizio pubblico inefficiente.
E intanto, dall’Amministrazione, nessun confronto, nessuna risposta, solo numeri e conti. Ma dietro quei numeri ci sono famiglie che non ce la fanno più, cittadini che pagano senza avere il servizio minimo garantito.
L’acqua è un diritto, non un lusso. E su questo, l’Amministrazione Surdi ha fallito.
Chiediamo con forza:
una revisione immediata della delibera;
l’esclusione dei prelievi da autobotte dal calcolo delle eccedenze;
un confronto pubblico con i cittadini sulle politiche tariffarie e sull’accesso ai servizi essenziali.
I cittadini alcamesi meritano rispetto, trasparenza e servizi all’altezza.
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