“La mancata previsione del voto fuori sede è un attacco alle libertà costituzionali. Decine di migliaia di giovani siciliani emigrati nelle regioni del nord, infatti per votare saranno costretti a ritornare in Sicilia spendendo centinaia di euro: un'assurdità se si pensa che invece chi è emigrato all'estero potrà tranquillamente votare da casa”. Lo dichiara Marco Greco, segretario dei Giovani Democratici della Sicilia, sull’impossibilità di votare al referendum per gli studenti fuori sede.
“Non aver ancora adottato nel 2026 un sistema che- prosegue -permetta ai fuori sede di votare, nonostante per due volte si sia già sperimentato il "voto fuori sede", è uno schiaffo in faccia a tutti quei giovani del meridione costretti a lasciare la propria terra: il messaggio che lancia il Governo è quello che anche nel voto i giovani del Sud sono cittadini di serie B”.
Intanto parte anche in Sicilia la campagna di ascolto del Partito Democratico. Una iniziativa che vedrà i circoli nelle piazze per spiegare le ragioni del no al referendum e per ascoltare i siciliani e le siciliane, capire come stanno, cosa temono, cosa sperano.
“Una vera e propria inchiesta sociale sul territorio - spiega Sergio Lima, responsabile Organizzazione della segreteria regionale del Pd - il cui scopo non è convincere sulle ragioni del Pd ma ascoltare la nostra terra. Un grande sforzo organizzativo che durerà 5 settimane e che si intreccia con la campagna referendaria e reso possibile – conclude – grazie all’impegno di centinaia di militanti e volontari del Partito Democratico”.