Piacentino: “Le saline di Trapani sotto assedio, serve una reazione di tutti”
Un paradiso naturale sotto assedio. La Riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco, riconosciuta a livello europeo per il suo valore ambientale e gestita dal WWF, continua a essere vittima di incendi, abbandoni di rifiuti e traffici illeciti.
L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa, quando la Guardia Costiera ha arrestato in flagranza due persone sorprese a bruciare rifiuti speciali in un’area a ridosso del fiume Lenzi-Baiata, alle porte della riserva. Un’area ridotta a discarica, tra carcasse di auto e fumi tossici, proprio accanto a uno dei luoghi più preziosi della provincia.
«Quando ho visto il video diffuso dalla Capitaneria di Porto ho provato un dolore profondo per questo territorio», racconta Silvana Piacentino, direttrice della riserva. «Solo dal 2023 a oggi, in quell’area, si contano 11 arresti. Parliamo di persone che compiono questi atti senza rendersi conto del male che fanno a se stesse, all’ambiente e a tutti noi».
“Discariche a due passi da noi”
Il fenomeno non riguarda solo la zona alle spalle della riserva, ma anche altre aree interne. «Stiamo parlando di luoghi a due passi da tutti noi, vicino alla provinciale 21, al depuratore e al dissalatore — spiega Piacentino —. Eppure continuiamo a vedere abbandoni ovunque, anche in aree videosorvegliate e presidiate. È come una battaglia contro i mulini a vento».
La direttrice parla di un danno ambientale enorme, che va oltre la perdita di biodiversità: «Questi rifiuti spesso vengono bruciati, sprigionando diossina che si deposita nei suoli e finisce nelle acque. In altri casi vengono interrati, contaminando le falde. È un danno per tutti noi, per la salute dei cittadini».
“Serve una responsabilità collettiva”
Piacentino sottolinea che la lotta contro l’illegalità ambientale non può essere lasciata solo agli enti di gestione o alle forze dell’ordine: «Le discariche le vediamo tutti i giorni, e non parliamo del lancio del sacchetto. È una piaga che richiede il contributo di tutti. Mi stanco di sentire chi dice che “tanto non succede niente”: non è vero. In meno di due anni ci sono stati 11 arresti, segno che le forze dell’ordine e la Procura stanno lavorando bene. Ma serve una reazione collettiva».
Un ringraziamento speciale la direttrice lo rivolge alla Capitaneria di Porto di Trapani, protagonista degli ultimi interventi: «Non hanno mai smesso di tutelare questo territorio, insieme ai Carabinieri forestali, alla Polizia municipale e al Corpo forestale regionale. Il loro impegno è costante e prezioso».
Il dissalatore nel cuore della riserva
Piacentino è tornata anche sul tema del dissalatore di Trapani, situato proprio all’interno della riserva, che a breve torna in attività con i nuovi moduli. «È stato il mio chiodo fisso nel 2025, perché la stazione di pompaggio si trova nel cuore della riserva, in un’area delicatissima — spiega —. Non avremmo mai pensato di tornare indietro di trent’anni, con un impianto riattivato lì dentro. Ma è accaduto».
La direttrice riconosce però che l’isola vive una grave emergenza idrica: «La crisi idrica è reale, e l’intervento è stato gestito dal commissario nazionale con grande attenzione al contesto ambientale. È stato un lavoro complesso, ma il confronto con la struttura commissariale e con Siciliacque ha permesso di ridurre sensibilmente l’impatto del cantiere».
Un risultato raggiunto grazie al rispetto della rete Natura 2000, che tutela la riserva a livello europeo: «Anche il commissario, che può operare in deroga a molte norme, non è andato in deroga alla tutela ambientale, e questo dimostra quanto sia importante questa area. Certo — aggiunge —, sarebbe stato meglio spostare l’impianto fuori dalla riserva, ma oggi l’urgenza idrica non lasciava alternative».
“Le bonifiche non possono attendere”
Piacentino infine lancia un appello: «Dopo gli arresti e le denunce, serve il recupero delle aree inquinate. Se non si interviene con bonifiche concrete, quei territori continueranno a subire danni. È un dovere verso la natura, ma anche verso noi stessi».
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