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08/10/2025 13:36:00

Alcamo inaugura la “Casa del Vino” al Castello dei Conti di Modica

Alcamo affida al Castello dei Conti di Modica il racconto della sua storia più antica e riconoscibile: quella legata alla vite e al vino. Sabato 25 ottobre, alle 18, sarà inaugurata la Casa del Vino, nuovo spazio permanente dedicato alla cultura enologica siciliana e al rapporto profondo tra la città, la campagna e la produzione vitivinicola.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Alcamo con il contributo del GAL Castellammare del Golfo e la collaborazione dell’Enoteca Regionale Siciliana – Sicilia Occidentale. La sede scelta è una delle più simboliche della città: la fortezza medievale che domina piazza della Repubblica, già luogo di memoria civica e culturale.

La Casa del Vino nasce come museo, ma anche come centro di divulgazione. Non vuole limitarsi a esporre strumenti e testimonianze della tradizione contadina. L’obiettivo è raccontare l’evoluzione di un settore che ad Alcamo ha segnato economia, paesaggio, identità familiare e sviluppo del territorio.

Il percorso accompagnerà i visitatori dalle antiche tecniche di coltivazione della vite fino alle innovazioni più recenti della produzione vinicola. Strumenti, materiali, racconti e contenuti interattivi serviranno a ricostruire il lavoro nei campi, la trasformazione dell’uva, le tecniche di cantina e il ruolo del vino nella cultura locale.

“Non sarà solo un’esposizione – ha dichiarato il sindaco Domenico Surdi – ma un centro di cultura e divulgazione, dove arte e scienza si incontrano per raccontare la passione di una terra che nel vino trova la sua voce più autentica”.

Il progetto ha interessato il recupero di diversi ambienti del Castello: l’ala sud del piano terra, lo scalone in marmo rosso, la torre sud-est e il camminamento sulle merlature. Spazi resi accessibili e pronti ad accogliere il pubblico, restituendo al monumento una nuova funzione.

È un passaggio importante. Il castello non viene trattato soltanto come contenitore storico, ma come parte integrante del racconto. La storia del vino entra in un edificio che ha attraversato secoli di vita cittadina, trasformando la fortezza in luogo di conoscenza, incontro e promozione del territorio.

Alcamo ha un legame antico con la viticoltura. Il vino ha modellato campagne, relazioni economiche, lavoro agricolo, abitudini sociali. Ha dato forma a un paesaggio fatto di vigneti, cantine, famiglie di produttori, cooperative, sperimentazioni e denominazioni.

Il GAL Golfo di Castellammare ricorda che l’Alcamo Doc mantiene e valorizza il bianco classico prodotto con uve Catarratto, accanto a un disciplinare che tiene insieme tradizione e innovazione. È una sintesi che racconta bene la direzione del territorio: custodire una matrice storica e, nello stesso tempo, confrontarsi con nuovi mercati, nuovi consumi e nuove sensibilità produttive.

La Casa del Vino potrà diventare un luogo di incontro per produttori, vignaioli, operatori turistici, appassionati e visitatori. Uno spazio in cui il vino non venga ridotto a prodotto da degustare, ma letto come chiave di accesso a una storia più ampia: agricola, economica, culturale e paesaggistica.

L’inaugurazione del 25 ottobre avrà anche una dimensione artistica. Dopo il taglio del nastro, alle 19 è prevista la performance “Corpi Celesti” di Federica Aloisio e Angelo Sicurella, un lavoro che unirà danza contemporanea, voce e musica elettronica in dialogo con l’architettura del castello. La serata si concluderà con una degustazione di vini siciliani aperta al pubblico.

Questa scelta dà all’apertura un tono coerente con l’identità del progetto. La Casa del Vino non nasce come spazio statico, ma come luogo capace di ospitare linguaggi diversi: divulgazione, arte, degustazione, racconto del territorio.

Il tema, adesso, sarà la continuità. Un museo del vino funziona se riesce a restare vivo, con visite, attività didattiche, incontri con produttori, percorsi per le scuole, eventi legati alle stagioni della vendemmia e occasioni di confronto sul futuro della viticoltura.

In Sicilia il vino è sempre più legato anche al turismo culturale. Non basta più parlare di etichette e degustazioni. Chi visita un territorio cerca storie, luoghi, paesaggi, identità. Alcamo, con il suo castello e la sua tradizione enologica, può usare la Casa del Vino come porta d’ingresso a un racconto più ampio della Sicilia occidentale.

L’ingresso all’inaugurazione è libero. Per la città è un nuovo tassello nella valorizzazione del centro storico e del Castello dei Conti di Modica. Per il territorio, è un segnale: il vino non appartiene soltanto alle cantine e ai campi, ma anche alla memoria collettiva.

Raccontarlo dentro un museo significa riconoscere che dietro ogni bicchiere ci sono lavoro, paesaggio, tecnica, storia e comunità.

Ines D’Orazio