Gli Shark fanno progressi. Si delineano le gerarchie
A fine partita, vinta con Cantù, il coach di Trapani Shark Jasmin Repesa gongolava come non mai. Sicuramente per una vittoria conseguita nettamente nel punteggio ma, soprattutto, per i sensibili progressi registrati in fase difensiva, quelli che destavano le maggiori preoccupazioni. Il temuto attacco dei canturini è stato, infatti, ridotto ai minimi termini (63 punti alla fine) da una difesa arcigna, concentrata, quasi sempre a uomo, con accoppiamenti quasi tutti favorevoli nei mismatch, con aiuti a gettito continuo e con una applicazione quasi maniacale per tutto il secondo tempo (appena 26 punti subiti).
Se prima la diga difensiva era caricata sulle spalle dei soliti noti, Rossato e Petrucelli, nell’occasione era tutto il complesso che si esprimeva come un’orchestra sotto gli occhi severi ed attenti del Maestro Repesa. Si è, conseguentemente, trattato di un canovaccio diverso rispetto a Trieste e Venezia. Nei match delle città marinare si è giocato in campo aperto, laddove venivano privilegiate le scorribande in attacco a scapito dei sistemi difensivi, trattati con una certa superficialità. Chiaramente il piano partita di Coach Brienza, canturino doc, risultava del tutto improntato nello spuntare il miglior armamentario sciorinato in fase offensiva dagli Shark. Quindi: attenti a quei due, Ford e Allen, micidiali bocche da fuoco e tentativi di sfruttare quella che, sulla carta, poteva costituire una superiorità dovuta ad una maggiore prestanza fisica dei lunghi nei giochi aerei. In teoria, naturalmente, ma nella pratica Paul Eboua tirava fuori dal suo cilindro non solo una prova monumentale a rimbalzo (16 carambole alla fine) ma anche in fase offensiva, con 18 punti a referto, vinceva la battaglia personale con gli omologhi avversari. Una superiorità aerea inequivocabile, certificata anche dai “piccoli” che erano sempre presenti in entrambe le fasi. Arcidiacono e Ford ne catturavano 7 in tandem ed anche Matthew Hurt faceva valere come non mai prima d’ora i suoi 2.06 con una presenza costante.
È chiaro che con un differenziale notevole sotto le plance (49 a 32 di cui 15 offensivi) risultava proibitivo per i canturini cambiare inerzia della partita che nel secondo periodo passava decisamente tra le mani dei granata, sostenuti ancora una volta da un pubblico appassionato e corretto. La partita così perdeva il pathos iniziale e si avviava senza sussulti su un naturale epilogo che sanciva una superiorità netta in tutte le voci statistiche. A fine match Repesa ha fatto uno strappo alle consolidate abitudini con un pubblico elogio, a mezza bocca e con un sorriso sornione, nei confronti di due giocatori che rispetto all’anno precedente hanno mostrato i più sensibili margini di miglioramento. Ha evidenziato le prove di Rossato e soprattutto di Eboua, risultate determinanti nei momenti in cui sia Allen che Ford mostravano di avere le polveri bagnate. Anche Alibegovic mostrava un po’ la corda: nervoso ed impreciso ha finito l’incontro con una valutazione negativa. Arcidiacono è apparso più pimpante del solito e il Buster Repesa gli ha affidato spesso le chiavi della cabina di regia, sollevando dall’impegno Ford che ha aggiustato, nella ripresa, il tabellino personale, chiudendo per la terza volta in doppia cifra. Identica valutazione la prova di Allen del primo tempo, venuto prepotentemente fuori alla distanza e chiudendo con un bottino congruo. Qualche difficolta nell’inserimento degli schemi imposti da Repesa l’hanno riconfermata sia Sanogo che Hurt, destinati al ruolo di comprimari se Eboua ed Allen continuano a giocare su livelli di eccellenza.
Petrucelli non ha ripetuto la sublime prova esibita contro Venezia, ma è impossibile chiedergli di timbrare il cartellino con altri 24 punti. Anche Cappelletti non è andato oltre la sufficienza e dà sempre l’impressione di giocare con il freno a mano tirato e di poter essere sostituito al primo errore. Possiamo comunque confermare che determinate gerarchie cominciano già a delinearsi e sicuramente l’Head Coach non le ammetterebbe neanche sotto tortura. Il suo precipuo compito è tutelare l’intero complesso per avere sempre giocatori motivati e tirati a lucido e non minare l’equilibrio dello spogliatoio. Ma in cabina di regia sia Jordan Ford che Arcidiacono forniscono le migliori garanzie. Come guardie-frangiflutti né Rossato né Petrucelli sono spodestabili. Allen nel ruolo di ala piccola è inamovibile ed altrettanto dicasi, da ala grande, capitan Alibegovic. Nel ruolo di pivot Eboua sta dimostrando, come sottolineato dal Coach, una crescita esponenziale che renderebbe il camerunense uno dei migliori specialisti in Italia. Ho citato finora i magnifici 7 su cui il tecnico croato sembra fare affidamento. Ma già spunta all’orizzonte la figura di JD Notae, considerato il miglior sesto uomo nell’ anno precedente e che sicuramente non vorrà interpretare un ruolo da attore generico o da guest star. Sembra abbia smaltito i fastidi muscolari e potremmo anche vederlo, per alcuni scampoli di partita, fin da sabato prossimo a Tortona. Si tratta di un team insidioso e forte e che ha già portato a casa lo scalpo di Milano dal Forum. Un altro trofeo di guerra è stato depositato in bacheca dalla sorprendente Vanoli Cremona che ha espugnato la Bologna virtussina con un distacco abissale. In questo inizio di rodeo le sorprese non finiscono di stupire e cavalcare tori recalcitranti ed indomiti e pretendere di addomesticarli, non sarà facile per nessuno.
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