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09/11/2025 06:00:00

Inchiesta su appalti e sanità:  Schifani rimuove i dirigenti regionali coinvolti

Al rientro a Palermo il presidente della Regione Renato Schifani, a seguito delle indagini che riguardano la DC, quindi il leader Totò Cuffaro, e il coinvolgimento di alcuni funzionari regionali ha messo in campo tre decisioni urgenti.

 

La Giunta regionale, convocata dal presidente Renato Schifani a seguito delle notizie sulle indagini della Procura di Palermo che coinvolgono esponenti politici e funzionari pubblici. Disposta la sospensione dall’incarico, a tempo indeterminato, in attesa degli sviluppi del procedimento penale, per Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento regionale della Famiglia. La guida della struttura è stata assegnata ad interim al dirigente del dipartimento Lavoro, Ettore Foti. Il presidente Schifani ha chiesto, inoltre, formalmente, all’assessore alla Famiglia di revocare l’incarico al suo segretario particolare, Vito Raso, anch’egli indagato nella stessa inchiesta. Su indicazione della Giunta, l’assessore all’Agricoltura avvierà il procedimento disciplinare con sospensione cautelare dal servizio nei confronti del direttore generale del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo, Giovanni Tomasino. Sulla vicenda che coinvolge l'Asp di Siracusa, l'assessore alla Salute ha informato la Giunta di avere fatto propria l'autosospensione del direttore generale Alessandro Caltagirone e di avere avviato la procedura per la nomina del commissario straordinario. Si tratta di Chiara Serpieri, già direttore generale di altre aziende sanitarie in Piemonte e componente del consiglio direttivo della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, che svolgerà l’incarico a titolo gratuito per sei mesi. Da Palazzo d’Orléans aggiungono: “Tali misure si sono rese necessarie per la gravità dei fatti emersi e per la loro possibile incidenza sull’immagine e sul corretto funzionamento dell’amministrazione regionale e degli enti sottoposti a vigilanza e controllo. Pur riaffermando il principio di presunzione di innocenza e la tutela dei diritti di difesa, la Giunta ha scelto di intervenire con tempestività per salvaguardare prestigio, credibilità e trasparenza delle istituzioni siciliane”.

 

 

Le reazioni

La vicesegretaria del Pd Sicilia, Valentina Chinnici, ha partecipato alla manifestazione promossa dal Partito questo pomeriggio a Palermo per protestare dopo il cataclisma che sta scuotendo la Sicilia: “Il presidente della Regione Schifani deve fare un passo indietro. Si assuma le sue responsabilità una volta per tutte. Non basta rimuovere i dirigenti, seppur ci troviamo di fronte a un livello di inadeguatezza disarmante, quando ci sono responsabilità politiche gravissime: divulgare informazioni riservate, distribuire i bandi agli amici a discapito di giovani, dei più fragili e di chi legittimamente partecipa mentre l’assessore non si accorge di nulla come il Presidente Schifani, è sintomo di un fallimento”. 

In strada anche la presidente del Pd Sicilia, Cleo Li Calzi, i componenti della segreteria regionale Sergio Lima, Mari Albanese e Alfredo Rizzo, il presidente dell’VIII Circoscrizione, Marcello Longo, l’ex parlamentare Marika Di Marco e diversi militanti e iscritti. La presidente del Pd Sicilia  Li Calzi: “Abbiamo scelto l’assessorato alla Famiglia – spiega – perché questo è un luogo simbolo: è l’ufficio pubblico che si era trasformato anche luogo di incontri da parte di Cuffaro che da qui distribuiva i bandi agli amici mentre decine di associazioni che avevano il diritto di avere quei fondi non li hanno potuti avere”. Dice Sergio Lima“La scelta di Schifani di sospendere i dirigenti regionali –– citati nell’inchiesta sul sistema Cuffaro è uno dei più penosi atti di vigliaccheria politica mai visti. Certo che andava fatto, ma se sospendi la dirigente e mezzo gabinetto dell’assessorato alla Famiglia e non dici una parola su chi reggeva politicamente l’assessorato stai solo mostrando di essere ancora e sempre sotto scacco. Se sospendi il dirigente che avrebbe incassato una tangente e non dici nulla sul deputato regionale che quei soldi consegna - conclude - stai solo dimostrando, per l’ennesima volta, di non essere il vero presidente della regione”. 

 

M5S

Il coordinatore siciliano del M5S e vicepresidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, e del capogruppo regionale 5 Stelle, Antonio De Luca, la risposta di Schifani è inefficace: “Il pugno di ferro che era lecito aspettarsi a seguito delle devastanti notizie che arrivano dalla Procura è stato un semplice buffetto o poco più. Altro che giunta rivoltata come un calzino, come sussurrava qualcuno, per dare un segnale di netta presa di distanza da una situazione intollerabile. Schifani si è limitato a un'operazione di facciata che serve a poco o a nulla, se non a stoppare l'immagine di una presidenza inerte e silenziosa di fronte a uno scandalo che sta infliggendo l'ennesimo durissimo colpo all'immagine della Sicilia e alla credibilità della sua classe dirigente”.
“Ancora una volta – continuano i due deputati – Schifani, secondo ormai uno stile consolidato, ha trovato il capro espiatorio su cui scaricare tutte le colpe per cercare di mettersi al riparo dalle legittime critiche dell'opinione pubblica, che martedì speriamo accorra in massa sotto le finestre di Palazzo d'Orléans per fare sentire forte il suo dissenso. Speriamo che nel frattempo, questa notte e quelle che seguiranno gli portino saggi consigli per fargli prendere l'unica decisione da adottare in queste circostanze: presentare le proprie dimissioni”.

 

Trapani

In provincia di Trapani c’è silenzio, nessuno parla. Manco mezza dichiarazione. A parlare di terremoto politico è il sindaco di Mazara, Salvatore Quinci.

Lo dice senza girarci attorno, lo scenario regionale e locale non sarà più lo stesso e il governo Schifani bis non ci sarà, sostiene senza filtri. Così come anche la DC avrà un prosciugamento: “Cosa farà il responsabile nazionale della giustizia della DC?”. Il riferimento è a Vita Ippolito, consigliera comunale. Insomma, il tema è politico: “Cosa farà il commissario  cittadino?”. Qui, invece, il riferimento è a Vito Gancitano. Ed è vero sono tutti in rigoroso silenzio in provincia di Trapani. Nessuna dichiarazione.