La vicenda del Palasport di Trapani continua a dividere la città, ma da oggi prende forma anche un tentativo di mediazione. L’associazione Trapanesi Granata — che nei giorni scorsi aveva espresso “amarezza e indignazione” per la rottura tra Comune e Trapani Shark — ha lanciato una petizione online per chiedere una soluzione condivisa che eviti “di trascinare tutti in tribunale” e garantisca la permanenza della squadra in città.
In poche ore le firme sono già quasi mille. L’appello, pubblicato su Change.org, chiede alle parti “di mettere da parte le polemiche e concentrarsi sulle soluzioni concrete, per il bene del basket trapanese”.
La proposta dell’associazione — che annuncia di essersi affidata a giuristi ed esperti — punta a una via di compromesso: sospendere l’iter di revoca della convenzione, aprire un tavolo tecnico e trasferire la gestione del Palasport a una nuova società senza scopo di lucro, ad esempio la Trapani For Future SSD, comunque legata alla stessa compagine.
La nuova società, secondo il piano, concederebbe poi l’impianto alla Trapani Shark per allenamenti e partite, garantendo continuità sportiva e regolarità amministrativa.
“È una via di equilibrio e responsabilità”, scrivono i promotori. “Il Comune continuerebbe a operare nella legalità e la Shark vedrebbe riconosciuti i propri investimenti. Chi davvero ama la maglia granata lo dimostri con i fatti”.
Accanto all’iniziativa dei tifosi, si registra anche la presa di posizione dell’ex senatore Vincenzo Garraffa, storico imprenditore e già proprietario del Trapani Basket.
Dalla sua residenza di Bologna, Garraffa firma una lunga lettera di solidarietà a Valerio Antonini e alla squadra:
“Non posso non stigmatizzare la rissa personale e strumentale del sindaco Tranchida, che sta esponendo il Comune a gravi danni e mortificando l’immagine della città. Trapani merita serenità e rispetto”.
Garraffa invita inoltre gli abbonati a non chiedere il rimborso e a “restare vicini alla squadra, anche se dovesse essere costretta a giocare lontano da Trapani”, auspicando “una riconsiderazione illuminata” della vicenda.
La petizione dei Trapanesi Granata — con il titolo “Il Palazzetto è della città, la Trapani Shark deve restare a Trapani” — è accessibile a questo link: change.org/convenzione.
Mentre le firme aumentano, resta da capire se il Comune e la società di Antonini siano disposti davvero a sedersi al tavolo: una trattativa che, a questo punto, vale più di una partita.