Online la docu-inchiesta "Cronaca di un non-sequestro. Il caso Ofria". Il video
È disponibile online il primo episodio della nuova serie-inchiesta di Làmia, dal titolo “Cronaca di un non-sequestro. Il caso Ofria”, dedicata alla vicenda giudiziaria della ditta Bellinvia di Barcellona Pozzo di Gotto. Il progetto ricostruisce, attraverso documenti, atti processuali e testimonianze, una delle storie più controverse di gestione dei beni confiscati in Sicilia.
L’inchiesta prende avvio da un dato sconcertante: quasi quattordici anni di amministrazione giudiziaria non avrebbero modificato la gestione effettiva della ditta, rimasta di fatto nelle mani della famiglia Ofria. Secondo quanto emerge dal racconto, i presunti amministratori giudiziari non avrebbero impedito la prosecuzione delle attività, lecite e illecite, garantendo alla famiglia Ofria il controllo dei profitti.
Anni di gestione indisturbata, informative della Polizia di Stato rimaste senza seguito e segnalazioni inascoltate fanno da sfondo a una storia che mette in luce uno dei casi più eclatanti di mala gestione dei beni confiscati.
Protagonisti del procedimento giudiziario sono Salvatore Virgillito, ex presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania e amministratore giudiziario dal 2011, e Salvatore e Domenico Ofria, ritenuti esponenti di spicco della cosiddetta Cosa Nostra barcellonese, insieme ai loro familiari e dipendenti: diciotto persone in tutto, che compariranno davanti al GUP di Messina il prossimo 13 novembre.
La storia giudiziaria, iniziata con quattro informative tra il 2018 e il 2021 e proseguita con l’apertura delle indagini nel 2023, giunge ora a un punto cruciale: l’avvio del processo. Da questo contesto prende corpo la narrazione della docu-serie, il cui primo episodio si intitola “Normale amministrazione (giudiziaria)”, disponibile sul canale YouTube di Làmia.
La serie intreccia vicende passate e sviluppi contemporanei, alternando cronaca e linguaggio teatrale. Alla realizzazione hanno collaborato l’Associazione Antimafie Rita Atria e l’Associazione Giovanile Teatro alla Lettera.
«La cronaca si attorciglia alla trasposizione teatrale di parti degli interrogatori di garanzia, senza però alterarne la forma o il contenuto», spiegano gli autori Roberto Disma e Sara Cozzi, «in un linguaggio ibrido tra inchiesta e teatro, perché la realtà spesso riesce a superare di gran lunga la fantasia».
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