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13/02/2026 06:00:00

Dalla Panda verde al furgone nero, perché la fiction su Messina Denaro non è la realtà

 Abbiamo già spiegato perché chi pretendesse di conoscere la storia della latitanza di Matteo Messina Denaro e dei suoi misfatti attraverso la miniserie di RaiUno L’invisibile, farebbe un grosso errore. Sì, perché scambierebbe l’intrattenimento con l’informazione. Soprattutto chi non conosce bene i fatti, rischierebbe di convincersi che ciò che vede in tv sia una ricostruzione fedele anche del  ruolo preciso che Messina Denaro ha avuto nei diversi avvenimenti che hanno toccato l’intero Paese.

 

Nell’articolo precedente abbiamo affrontato la vicenda della strage di via dei Georgofili a Firenze, dimostrando la distanza tra i fatti sintetizzati nella miniserie e la verità giudiziaria.

Qui affrontiamo la prima mancata cattura.

 

Che succede nel film

 

I Ros stanno monitorando quello che sta succedendo in una cava, dove ci sono dei mafiosi con delle riproduzioni in scala di un impianto di pale eoliche, che commentano che grazie a Matteo faranno soldi a palate. Sono lì ad aspettarlo, mentre il boss sta per raggiungerli a bordo di un furgone nero con altre due persone. Prima di arrivare però riceve un messaggio sullo smartphone: “Il vento è cambiato, non è tempo per restare”. “Fermati – dice allora al guidatore – torna indietro, amuninni!”.

 

Il furgone fa una repentina inversione e a questo punto gli uomini del Ros capiscono che l’incontro è saltato ed iniziano un inseguimento rocambolesco che coinvolge più mezzi ed un elicottero che segue tutto dall’alto. Lo inseguono per strade dissestate di campagna in mezzo ad alberi e cespugli, fin quando il furgone finisce fuori strada e si ribalta.

 

Dentro ci sono solo due persone. Lui è riuscito a scappare buttandosi dal mezzo in corsa. Agli uomini di Lucio Gambera rimasti alla cava, non rimane che arrestare i mafiosi che lo aspettavano, dovendo rinunciare alla cattura del ricercato numero uno.

È dopo questo fallimento che viene dato loro un ultimatum: se non riusciranno a prenderlo entro tre mesi, la squadra verrà smantellata.

 

Cos’è successo nella realtà

 

Nella realtà le cose sono andate diversamente.

La vicenda non si è svolta a tre mesi dalla cattura (che come sappiamo è avvenuta nel 2023), ma il 5 novembre del 2007, quasi 16 anni prima. Lì, le indagini di polizia e carabinieri si sarebbero praticamente incrociate. Quella mattina, quaranta agenti della “Catturandi” di Palermo fecero irruzione in un casolare vicino Carini, dove si sarebbe dovuto tenere un summit, arrestando Salvatore Lo Piccolo, allora nuovo capo di Cosa Nostra, successore di Provenzano. Insieme a lui la polizia arrestò anche il figlio Sandro, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi (quattro latitanti in un colpo solo).

 

Nello stesso momento, i carabinieri del Ros stavano seguendo una Panda verde che, alla vista dell’elicottero della Polizia fa una brusca inversione, imboccando a tutta velocità l’autostrada verso Castelvetrano. Secondo le indagini, dentro ci sarebbero stati Franco Luppino e Ferdinando Gallina (boss di Carini)  ma, anni dopo, il pentito Andrea Bonaccorso confermerà che in quella panda verde c’era proprio Matteo Messina Denaro. Il boss sarebbe mancato all’appuntamento per un soffio, tant’è che la polizia nel covo di Lo Piccolo rinvenne un pizzino con su scritto “M non è potuto venire”.

La cosa non fu mai accertata. Probabilmente, se la polizia fosse intervenuta un’ora dopo, di latitanti ne avrebbe arrestati cinque. E la miniserie, prodotta intorno al 2010, come protagonista avrebbe avuto un questore al posto di un colonnello.

 

Insomma, nella finzione della miniserie televisiva, una panda verde può diventare un furgone nero, un’autostrada si può trasformare in un groviglio di sentieri di campagna, l’arresto dei Lo Piccolo da parte della polizia, diventare un successo dei carabinieri e una mancata cattura avvenuta nel 2007 essere spostata nel futuro, a più di quindici anni dopo.

 

Nella prossima parte affronteremo il tema dei pizzini e della grafia di Messina Denaro.

 

Egidio Morici