Inchiesta appalti, le opposizioni: “Schifani si dimetta, governo regionale allo sbando"
Hanno manifestato le opposizioni siciliane al governo regionale, chiedono le dimissioni del governatore Renato Schifani. Per il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Nuccio Di Paola, non ci sono alternative: “Dobbiamo liberare la Sicilia da questo centrodestra che è il peggiore di sempre. Stiamo lavorando per dare ai siciliani un’alternativa che metta al centro dell’azione di governo le esigenze dei cittadini, non gli interessi di bottega e delle segreterie politiche. La sanità non deve essere dei politici ma delle persone. Il presidente Schifani ha fallito e si dimetta”.
“Non passa giorno - ha aggiunto Di Paola - senza che il governo Schifani venga travolto dagli scandali. Anche se il presidente della Regione glissa sulle proprie responsabilità con le finte epurazioni, è chiaro agli occhi di tutti che questo governo regionale stia facendo solo danni. Noi siamo pronti a governare l’Isola e a mandare a casa tutti i responsabili di questo continuo disastro. Questo governo regionale ha messo una cappa alle migliori energie dell’isola, vada a casa”.
L’opposizione contro Schifani
Martedì pomeriggio, durante i lavori dell’ARS, il deputato Antonello Cracolici, presidente della commissione Antimafia, ha relazionato sul lavoro svolto dalla stessa commissione. A mancare in Aula il presidente della Regione.
Per il M5S l'assenza non è certo giustificabile con i soliti impegni istituzionali: “La verità è che, ancora una volta, il presidente non ha voluto metterci la faccia, specialmente in questo momento in cui il suo governo è pesantemente interessato dalle sconvolgenti notizie che arrivano dalla Procura della Repubblica”.
A rispondere agli attacchi Stefano Pellegrino, capogruppo per Forza Italia: “Il Presidente Schifani oggi non era all'Assemblea Regionale Siciliana perché era a Roma, impegnato in fondamentali vertenze di interesse per la Sicilia e i siciliani. Sta seguendo, tra le altre, la delicatissima vicenda Cargil e quella dei call center, dossier che riguardano la tutela del lavoro, la protezione del territorio e il futuro economico di tante famiglie. Definire la sua assenza, concordata e motivata da impegni istituzionali di altissimo profilo, come uno "sgarbo" o un segno di disattenzione verso il tema della mafia, non è solo falso, ma è profondamente irrispettoso verso chi, come il Presidente Schifani, ha fatto della lotta alla criminalità organizzata un caposaldo della propria azione politica e legislativa. La sua storia parla per lui: basta ricordare il suo convinto impegno, da parlamentare nazionale, per l'introduzione permanente della norma sul 41-bis, uno strumento fondamentale per isolare i capi mafia. Chi ha una simile credibilità non ha bisogno di lezioni da chi strumentalizza ogni occasione per fare propaganda. L'opposizione, oggi, ha toccato il fondo della contraddizione: se il Presidente si assenta per occuparsi concretamente di vertenze a tutela dei lavoratori e del territorio, lo criticano. Se, in altre circostanze, non lo facesse, lo criticherebbero ugualmente, accusandolo di inazione. È chiaro a tutti che il loro unico obiettivo è il rumore, non la sostanza. Noi preferiamo continuare a lavorare, con serietà e determinazione, per la Sicilia, senza farci distrarre da chi confonde la politica con la polemica fine a se stessa."
Calenda: Sicilia fuori controllo
Per Carlo Calenda “Gli ultimi fatti in Sicilia dimostrano una situazione completamente fuori controllo dove la gente muore perché non arrivano i test degli esami istologici e nel frattempo vedete quello che accade. Del resto, non è una sorpresa, siamo l’unico paese al mondo in cui Cuffaro, cioè uno che è stato condannato per favoreggiamento della mafia, torna al centro di uno schieramento politico. Ma Schifani non se la può cavare dicendo che il problema è Cuffaro, perché il problema è questa giunta che sta opprimendo i siciliani, che non fa nulla anche di fronte a cose conclamate, ed è agli ultimi posti in Italia per quello che riguarda i servizi ai cittadini”.
Calenda continua a raccogliere le firme perché ritiene che su almeno sanità, rifiuti, e sull’acqua, il governo intervenga commissariando la Regione.
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