Porto di Trapani, dopo il Consiglio arrivano le reazioni: “Serve un’azione unitaria”
Il giorno dopo il Consiglio comunale straordinario sul porto, a Trapani si apre la fase politica più delicata. La città si prepara al tavolo tecnico di martedì 9 dicembre alle 11 a Palazzo D’Alì, in vista dell’incontro del 12 dicembre con il nuovo Commissario dell’Autorità Portuale, chiamato a sciogliere mesi di stallo su dragaggi, pescaggi, waterfront e asset strategici.
Il sindaco Giacomo Tranchida mette al centro il valore del porto nella visione della Sicilia occidentale: «Il porto di Trapani è una infrastruttura primaria, storica e strategica. Con la gestione Monti sono arrivati investimenti e l’avvio della bonifica dei fondali, oggi però in fase di stallo». Il primo cittadino segnala inoltre l’assenza di aggiornamenti sui finanziamenti per il waterfront: «I tempi politici e le recenti vicende sulla governance stanno generando un fermo inaccettabile».
Per Tranchida, la risposta deve essere collettiva: «Occorre far leva su un interesse istituzionale, politico ed economico comune. Il rilancio del porto richiede un’azione unitaria, anche in relazione alla ZES e all’interporto».
Sul fronte del centrodestra interviene Maurizio Miceli (FdI), che al Consiglio di ieri ha ribadito la centralità del porto: «È un motore economico, sociale e culturale che merita attenzione e visione». Per Miceli la priorità è chiara: «Il progetto di riqualificazione deve essere completato senza ulteriori ritardi. Serve un confronto aperto e costante con lavoratori, imprese e operatori». Il consigliere assicura l’impegno di FdI: «Trapani merita un porto all’altezza delle sue potenzialità».
Decisamente più duro il giudizio del Partito Democratico di Trapani, che definisce “inaccettabile e istituzionalmente irrispettosa” l’assenza della commissaria Annalisa Tardino al Consiglio comunale aperto: «Era un appuntamento richiesto dagli operatori e dal territorio. Proprio chi guida l’Autorità Portuale avrebbe dovuto garantire presenza e rendicontazione».
Per il PD, l’invito della commissaria a incontrarsi a Palermo «dimostra un totale mancato rispetto verso la città e le sue istituzioni». Il partito ribadisce che sul porto si decide una parte significativa del futuro della Sicilia occidentale: «Qui si stabilisce se Trapani potrà agganciarsi ai flussi del Mediterraneo o resterà ostaggio dei ritardi».
La linea è netta: «Continueremo a chiedere aggiornamenti puntuali, a sollecitare Regione e Governo e a difendere il diritto a un porto efficiente e competitivo». Il PD conferma la presenza al tavolo del 9 dicembre insieme a operatori e forze politiche: «Ieri serviva esserci. Oggi serve esserci. Chi ha scelto di non farlo ne risponda davanti alla città».
Tra tavoli tecnici, convocazioni e dichiarazioni, il messaggio politico è chiaro: il porto non è più un tema settoriale ma la cartina di tornasole della capacità di Trapani di restare agganciata ai processi di sviluppo del Mediterraneo. Ora si attende il 12 dicembre, quando la nuova governance dell’Autorità Portuale sarà chiamata a dire, finalmente, quale sarà la rotta.
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