Caso Denise, continua il processo per favoreggiamento alla giornalista Mura
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Sarà nell’udienza del 28 novembre che il giudice monocratico del Tribunale di Marsala Giorgio Lo Verde deciderà sulle eccezioni sollevate dalla difesa nel processo alla giornalista Ilaria Mura della trasmissione televisiva di Rete4 “Quarto Grado” accusata di favoreggiamento personale.
Secondo la procura di Marsala, dopo la riapertura delle indagini sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, sparita nel nulla a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, la Mura, il 18 giugno 2021, avrebbe avvisato Gaspare Ghaleb, ex fidanzato della sorellastra della bambina, Jessica Pulizzi, della presenza di microspie nella sua auto. Ghaleb è stato già condannato per false informazioni al pubblico ministero nel processo sul sequestro della piccola in cui era imputata Pulizzi, assolta da ogni accusa in via definitiva.
La posizione del ragazzo si è invece poi chiusa con la prescrizione in appello. Mura, secondo il pm, avrebbe avvertito Ghaleb che era intercettato, esortandolo ad allontanarsi dall’auto in cui erano piazzate le cimici, suggerimento che il giovane avrebbe raccolto tanto che il dialogo, registrato dagli inquirenti a insaputa dei due, fu solo parzialmente registrato. Inoltre, salendo in macchina, Ghaleb avrebbe detto ad alta voce parole di scherno verso le forze dell’ordine in modo che chi lo intercettava sentisse. A difendere la giornalista di Rete4 sono gli avvocati Salvatore Pino e Giulia Mangialardi, che nell’udienza dello scorso 10 settembre hanno sollevato eccezioni sull'utilizzabilità delle intercettazioni, sulla trascrizione dei verbali di deposizione di un teste e dell'esame dell'imputata. I legali hanno sostenuto che le intercettazioni non possono essere usate in giudizio, in quanto effettuate nell’ambito di un altro procedimento in cui la Mura non figura. E la pena massima per il reato di favoreggiamento è di quattro anni, quindi inferiore alla soglia di cinque anni richiesta dalla legge per autorizzare questo mezzo di prova. I legali hanno anche richiamato la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 2020 (nota come "sentenza Cavallo"), che limita l'utilizzo delle intercettazioni in procedimenti diversi da quello per cui erano state originariamente disposte. In precedenti udienze, i difensori della Mura avevano anche prodotto documentazione consistente in audio e video integrali della conversazione contestata e dai quali, secondo i legali, si evince che la giornalista non avrebbe detto quelle frasi. Nel processo sono parti civili, assistite dall’avvocato Giacomo Frazzitta, i genitori di Denise Pipitone, Piera Maggio e Piero Pulizzi, insieme a Kevin Pipitone, fratello della piccola scomparsa.
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