Sfrattata la “Signorina”. Trapani si divide sulla Venere della fontana
La “Signorina”, la Venere Anadiomene che da decenni abita la fontana al centro della piazza, sarà rimossa. Non per sempre, dice il Comune. Per sempre, denuncia il consigliere Tore Fileccia. E attorno alla statua più amata dai trapanesi si accende un nuovo caso politico.
Tutto nasce dal post di Fileccia, movimento Futuro, che parla senza mezzi termini di “addio alla Signora Fontana”, accusando l’Amministrazione Tranchida di voler sostituire definitivamente la scultura con una copia in 3D. Per lui è l’ennesimo simbolo della città che «sparisce», dopo altre polemiche sul patrimonio storico. La Venere, ricorda, è «un pezzo di memoria collettiva, una delle pochissime statue in ghisa, una presenza con cui siamo cresciuti».

Il Comune, però, nel tardo pomeriggio ha diffuso una nota ufficiale che smonta la narrazione dell’“esilio definitivo”. Nessun addio, spiegano. La statua verrà rimossa soltanto per un restauro completo, affidato a specialisti e realizzato in un ambiente protetto. Al suo posto, in piazza, sarà installata una copia temporanea per mantenere l’aspetto iconico del luogo durante i lavori.
Una volta concluso il restauro, l’opera potrà tornare al suo posto oppure essere esposta in un contesto museale. La scelta – sottolinea l’Amministrazione – sarà discussa con cittadini e Soprintendenza.

La Venere Anadiomene, nata dall’acqua e considerata anticamente protettrice dei naviganti, è un simbolo profondo della città. Una riproduzione ottocentesca della Venus Sortant du Bain di Christophe-Gabriel Allegrain, oggi al Louvre. I trapanesi l’hanno sempre chiamata “la Signorina”, portandole scherzosamente dolci, facendone una presenza familiare, quasi un’amica di pietra.
Ed è proprio questo il punto: non una statua qualunque, ma un pezzo di identità. Per questo il caso è diventato politico. Da un lato l’Amministrazione, che parla di tutela e valorizzazione. Dall’altro Fileccia, che denuncia uno “sfratto” travestito da restauro.
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