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17/11/2025 11:23:00

Crisi idrica al Lago Garcia, Faraone: “Dati falsati, restano meno di 10 giorni d’acqua” 

E’ drammatica la crisi idrica al Lago Garcia,  lo denuncia Davide Faraone, vice presidente nazionale di IV:  “Restano meno di 10 giorni d’acqua: numeri falsati, responsabilità del Consorzio di Bonifica Palermo 1”.
 

Una fotografia drammatica quella del lago Garcia, verificata dal deputato Davide Faraone, che sarebbe ormai ridotto a una disponibilità di acqua sufficiente per appena dieci giorni — forse anche meno, ci sono anche le foto che lo testimoniano. Un quadro che preannuncia una crisi senza precedenti per la provincia di Trapani e parte dell’Agrigentino, territori che dipendono da quest’invaso tanto per l’uso civile quanto per l’agricoltura.
 

Durante la programmazione idrica regionale, era stato assicurato che nella diga García fossero disponibili 3 milioni di litri d’acqua. Una cifra che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe completamente smentita dai dati reali: le riserve effettive sarebbero infatti appena 500 mila litri, meno di un sesto di quanto dichiarato.
Faraone punta il dito contro il Consorzio di Bonifica Palermo 1 e la Protezione civile regionale  ritenuti responsabili della cattiva gestione e della comunicazione distorta delle disponibilità idriche. Una sottovalutazione che ora mette a rischio intere comunità e un comparto agricolo già provato dalla siccità degli ultimi anni.
 

Nel frattempo, si corre disperatamente ai ripari: tecnici e operatori stanno tentando di realizzare un collegamento d’emergenza con l’invaso Arancio, nella speranza di riuscire ad attenuare l’impatto della carenza idrica prima che la situazione precipiti del tutto. Ma il tempo è poco, e le previsioni non confortano.
 

La speranza, adesso, è affidata quasi esclusivamente alla pioggia. Senza precipitazioni significative, sottolinea Faraone, “la situazione potrebbe diventare ingestibile. Presenterò un’interrogazione per accertare l’accaduto, vogliamo conoscere con trasparenza la situazione e vogliamo che i responsabili accertati vadano a casa. Non si gioca così con l’emergenza idrica, tante famiglie rischiano di restare senz’acqua e numerose imprese agricole di fallire.