×
 
 
20/11/2025 09:26:00

L’agenda della memoria trapanese: eventi che costruiscono identità e appartenenza

Il trapanese spazia dalle vestigia di Segesta alla costa impreziosita da un mare cristallino, qui importanti eventi internazionali si susseguono attirando migliaia di turisti da tutto il globo, ma l’identità più intima di questo territorio si rispecchia molto di più nelle piccole iniziative di quartiere e manifestazioni organizzate dai comuni della provincia. I centri storici minori e i borghi, si fanno portavoce della struttura narrativa di questa terra, facendo emergere la sua storia, le sue tradizioni, molto più delle grandi manifestazioni. La memoria collettiva del trapanese viene tramandata da rassegne letterarie, feste di paese, laboratori didattici promossi da Comuni e scuole, piccoli eventi che creano un legame emotivo tra il partecipante e il luogo, tra la storia e il suo presente.

Dalle rievocazioni storiche di Erice (come la Festa FedEricina), al festival del cibo da strada che celebrano la cultura del Mediterraneo come Stragusto a Trapani, o le iniziative legate alla Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, tutte attività che dimostrano come la cultura sia un vero e proprio strumento di cittadinanza attiva. Associazioni e enti locali, hanno un obiettivo che va oltre l'attrattiva turistica o l’intrattenimento: fissare la memoria, rendere onore a un’identità specifica e rivendicare un senso di appartenenza.

Gli organizzatori, anche quando devono fare i conti con mezzi davvero limitati, si muovono spinti da un amore autentico per la loro terra. Sanno bene che la riuscita di un evento non si vede solo quel giorno, ma da ciò che resta nella mente delle persone. Per questo, regalare piccoli gadget personalizzati è diventata un’abitudine: oggetti semplici che però sanno raccontare l’identità dell’iniziativa e conservarne la memoria nel tempo.

La Funzione Civica degli Eventi e la Costruzione del Senso di Appartenenza

Il trapanese insegna: le tradizionali celebrazioni per San Giusppe e per gli altari votivi di Calatafimi e Salemi, piuttosto che le rassegne letterarie nei luoghi simbolo della città, sono tutti tasselli che contribuiscono a costruire nel tempo un senso di appartenenza profondo, nonché consapevole.

La memoria alla lotta contro le mafie viene concretizzata come un’esperienza ancora viva e sentita. Lo scopo è quello di trasformare un patrimonio artistico e storico in qualcosa di tangibile, così aprono mostre nei musei, i centri storici tornano a essere spazi di dialogo e incontro, con la collaborazione delle scuole che propongono progetti dedicati. Un modello su tutti quello dell’ex mattatoio di Trapani che sta vivendo una rigenerazione culturale e sociale, diventerà un connunity hub e un laboratorio di idee per tutti i cittadini.

Si tratta di coesione sociale, non sono eventi dalla grande risonanza – come ad esempio il Luglio Musicale Trapanese o il Cous Cous Fest – le manifestazioni a cui facciamo riferimento sono dei presidi di identità, che restituiscono la storia tramandata oralmente e la mischiano alla ricerca accademica, dove il rito comunitario del folclore locale non è finalizzato al turista, ma si cristallizza in un rito comunitario.

Un impegno che garantisce una continuità culturale, con eventi che si ripetono di anno in anno, che i cittadini attendono e che per questo rafforzano il legame con il territorio e con i promotori stessi.

L'Autenticità come Moneta di Scambio

 

Le iniziative civiche e culturali trapanesi sono pertanto un paradosso dei tempi moderni: seppure viviamo un’era in cui l’omologazione e la spettacolarizzazione degli eventi la fanno da padrone, Trapani sembra aver scelto una strada tutta sua, o quasi opposta, quella di una micro narrazione che concretizza la sua identità. Seppure questa frammentazione può essere percepita come eccessiva, piuttosto che autoreferenziale, sull’altro piatto della bilancia l’autenticità pesa quanto l’oro: sono eventi non replicabili altrove, non possono essere decontestualizzati senza perdere il loro valore intrinseco.

È un modello che altri territori farebbero bene a studiare: non inseguire i grandi format internazionali, ma curare con meticolosità e coerenza il proprio tessuto narrativo locale. La sfida futura sarà riuscire a coordinare questa miriade di voci, evitando che l'eccesso di zelo localistico ne disperda il messaggio complessivo.