Trapani, crisi idrica:la riunione dei sindaci slitta al 26 novembre. Pressioni su Schifani
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La riunione dei sindaci della provincia di Trapani prevista per lunedì a Palermo è stata spostata a mercoledì 26 novembre alle 16.00. Lo slittamento è arrivato dopo i contatti tra ATI Trapani e il vicepresidente della Regione Luca Sammartino, che ha dato la propria disponibilità a incontrare i sindaci al Palazzo d’Orleans. Una disponibilità apprezzata, ma la richiesta è chiara: servono risposte politiche e tecniche immediate, e per questo ATI auspica la presenza anche del presidente Renato Schifani. Lo spostamento non è un rinvio “soft”, ma un segnale di tensione: i Comuni stanno andando avanti a forza di autobotti, turnazioni serrate e cittadini senza acqua mentre la Regione deve ancora chiarire cosa sia accaduto alla diga Garcia, praticamente svuotata nonostante le piogge.
Nel frattempo la situazione peggiora di ora in ora. Le turnazioni in diversi Comuni passano a un’erogazione ogni tre giorni, misura necessaria per sostenere la ventina di centri che rischiano di rimanere completamente a secco. La task force anti-siccità ha avviato interventi d’emergenza: travaso dal Lago Arancio alla diga Garcia, collegamento tra Bresciana e Montescuro Ovest per distribuire 100 litri al secondo (che potrebbero diventare 150 entro metà settimana), riattivazione del dissalatore di Trapani che ora punta a lavorare h24. Intanto, ATI e Protezione civile stanno coordinando le autobotti sul territorio, con l’invito ai cittadini a rivolgersi direttamente ai propri Comuni per richiederle: la mappa dei bisogni reali cambia di giorno in giorno.
Resta però la domanda centrale, quella che sarà inevitabilmente sul tavolo del 26 novembre: dov’è finita l’acqua della diga Garcia? È la domanda che il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida continua a ripetere, insieme ai colleghi, perché la pioggia non ha sollevato il livello dell’invaso e le scorte estive non sembrano essere state conservate come necessario. Schifani ha promesso di “andare fino in fondo”, ma intanto la provincia affronta un paradosso: piove, ma i rubinetti restano asciutti. E per recuperare una situazione ormai critica, serviranno non solo autobotti e turni più lunghi, ma scelte politiche e interventi infrastrutturali che finora non sono mai arrivati in tempo.
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