Crisi idrica nel Trapanese, il clamoroso "errore di calcolo" alla diga Garcia
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La Sicilia occidentale scopre l’origine del disastro idrico che sta mettendo in ginocchio interi comuni del Trapanese: alla diga Garcia c’è stato un errore clamoroso nei conteggi dell’acqua disponibile. Secondo la cabina di regia regionale, guidata da Salvo Cocina, “si pensava bastasse fino a febbraio, invece rischia di finire a Natale”. E di fatto l’invaso – che avrebbe dovuto garantire l’approvvigionamento a circa 150 mila abitanti – è ridotto a mezzo milione di metri cubi, una “pozzanghera”, come l’ha definita ieri l’onorevole Davide Faraone dopo il sopralluogo sul posto.
È questo dato, emerso solo adesso, ad aver provocato il blackout idrico che paralizza l’entroterra e mette sotto pressione Trapani e buona parte della provincia.
Il caso Garcia: il crollo dell’invaso e le accuse alla Regione
La Regione Siciliana ha ammesso pubblicamente l’errore: le stime iniziali – 3 milioni di metri cubi ancora disponibili – erano sbagliate. Su quella valutazione, però, erano state autorizzate settimane fa anche le immissioni in rete per l’agricoltura, decisione che secondo molti amministratori locali ha contribuito allo svuotamento accelerato dell’invaso.
Sul punto il deputato Davide Faraone (Italia Viva) annuncia un esposto in Procura:
“Bisogna capire se siamo davanti a un errore o a un dolo. I conti non tornano, e intanto i comuni non hanno acqua”.
Le conseguenze sono immediate e pesanti: a Poggioreale la portata è stata dimezzata (da 4 a 2 litri al secondo), a Santa Ninfa da 20 a 10, mentre a Partanna intere zone sono rifornite solo tramite autobotti.
Mercoledì i sindaci del Belìce incontreranno il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, per chiedere interventi urgenti.
Trapani: lavori in corso e ritorno graduale alla normalità
Nel frattempo Trapani continua a svolgere un ruolo di “capoluogo di supporto”:
• interconnessione tra l’acquedotto Bresciana e la rete Siciliacque in corso,
• Centro operativo comunale attivo per i rifornimenti tramite autobotte,
• numero utile per emergenze idriche: 320 4311674.
Il sindaco Giacomo Tranchida conferma che:
- - domani l’erogazione tornerà normale nel centro storico,
- - giovedì a Trapani nuova.
Nel frattempo, dopo mesi di ritardo, il dissalatore è finalmente a pieno regime: un aiuto fondamentale, anche se non sufficiente a risolvere la crisi strutturale.
Le altre criticità: l’allarme dei sindaci e Legacoop
La sindaca di Erice, Daniela Toscano, parla di “responsabilità chiare” e invoca alla Regione interventi immediati sul Belìce Sinistro, l’affluente che alimenta direttamente la diga Garcia e che oggi è ostruito da detriti e mancata manutenzione.
Da Legacoop Sicilia arriva l’ennesima denuncia:
“Il sistema idrico regionale è un colabrodo. Piove, ma l’acqua non c’è. Le reti perdono, gli invasi non vengono mantenuti e ogni emergenza diventa una catastrofe annunciata”.
Alcamo, l’eccezione
Nel caos generale, Alcamo resta una delle poche realtà non in emergenza grazie alle proprie sorgenti (Chiusa, Dammusi, Mirto, Cannizzaro, Rakali). “Ma servono comunque le integrazioni di Siciliacque”, avverte il sindaco Domenico Surdi.
Le prossime mosse
La Regione promette che il collegamento tra la diga Arancio e la Garcia sarà completato “entro tre settimane”. Basterà? Per migliaia di famiglie e attività, la priorità ora è una sola: riavere l’acqua nei rubinetti.
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