Nicola Fici sì, Nicola Fici no.
È questo il dilemma di Fratelli d’Italia: un partito provinciale spaccato che, da una parte, vorrebbe chiudere su Fici e avviare la campagna elettorale; dall’altra, vede mezzo partito orientato verso scelte diverse, compreso il ritorno a Massimo Grillo. Anzi, a dire il vero, alcuni non sarebbero mai voluti uscire dalla sua maggioranza. Così, il partito si è infilato in una strettoia da cui fatica a intravedere vie d’uscita.
E gli altri partiti di centrodestra – Lega, Forza Italia, Dc, Grande Sicilia e movimenti civici – attendono la decisione finale dei meloniani. Che, però, viene rinviata da settimana in settimana. Tutto fermo a Palermo come a Roma, nonostante i continui segnali di “immediatezza”. Come il comunicato stampa, annunciato da vari esponenti, che avrebbe dovuto chiudere sul nome di Fici.
Il richiamo di Safina a Fici
Durante un’intervista, il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina ha lanciato un appello al potenziale candidato sindaco Fici: rientrare nel centrosinistra, fare ticket con Andreana Patti e togliere dall’imbarazzo alcuni consiglieri che oggi sono con lui ma provengono proprio dal centrosinistra.
In realtà Safina non evidenzia un passaggio già consumato: Patti e Fici si erano incontrati mesi fa. Il dialogo c’è stato, ma l’accordo non si è raggiunto perché Patti non ha mai messo in discussione il suo ruolo di candidata sindaca. Non vuole fare altro. Fici avrebbe fatto il vicesindaco. Accordo non raggiunto.
Va detto che un ticket Patti–Fici avrebbe vinto anche senza campagna elettorale. Ma non accadrà.
Fratelli d’Italia, cresce il malcontento
Il partito, guidato a livello provinciale da Maurizio Miceli, vive tensioni sia sul territorio sia a Marsala. Secondo fonti interne, il coordinatore cittadino Michele De Bonis avrebbe espresso posizioni non univoche sulle prossime amministrative. Per De Bonis la candidata ideale sarebbe Giulia Adamo, ma non disdegnerebbe un ritorno su Grillo.
Non esiste una linea unica nel partito marsalese, che poi è quello chiamato a sostenere la campagna elettorale, ma una pluralità di orientamenti. Alcuni dirigenti locali ritengono che ciò contribuisca a dare l’immagine di una linea politica incerta che, di fatto, rafforza la posizione di Andreana Patti.
C’è di più: fonti interne al partito di Giorgia Meloni sottolineano come il quadro complessivo in provincia appaia segnato da scelte poco coerenti e continue oscillazioni strategiche. Il dito viene puntato contro Miceli, accusato di non essere riuscito a ricompattare i meloniani. Un clima di incertezza che promette di animare il dibattito nelle prossime settimane.
Le domande
I cittadini, se osservassero con attenzione, dovrebbero porsi alcune domande:
come mai non esiste una vera alternativa targata centrodestra?
E perché si continua a rinviare la scelta del candidato sindaco?
Si ricordi che Fratelli d’Italia è uscita dalla giunta Grillo solo pochi mesi fa, dopo aver governato la città in perfetta sintonia. E senza mai espellere Ignazio Bilardello, che ha scelto autonomamente di rimanere con Grillo e che è ancora un tesserato meloniano.
La domanda che ci si pone a Palermo come a Roma – ed è per questo che la risposta tarda ad arrivare – è un’altra: come potrebbe Fici rappresentare tutto il centrodestra, dalla Lega a Meloni, se non ha alcuna tessera di partito e continua a definirsi civico? La data è quella del 2027: elezioni nazionali e regionali.
Chi sta con chi
Si consumano cene tra candidati e consiglieri, tra sostenitori e aspiranti al consiglio comunale. Tra chi deve essere collocato qui o lì. Il consenso è importante, anche quando è schizofrenico. E i social raccontano molto della politica.
Andreana Patti è apprezzata a destra come a sinistra: le riconoscono competenza e determinazione. Nicola Fici è stimato per la capacità di leggere bilanci e atti amministrativi: conosce la macchina.
I social sono lo specchietto del tempo che viviamo: i “like” ai post politici – non a quelli personali – diventano cartina di tornasole. E quindi: chi sta con chi?
Ci sono like di consiglieri di Fratelli d’Italia alla Patti, like sulla sua candidatura e sulla sua visione di città. E i like possono essere un segnale politico. Anche quelli dei familiari dei consiglieri.
Nessuna confusione: è solo che molti non sanno ancora in quale mare tuffarsi.
Il dialogo negato
Il sindaco Grillo ha chiesto più volte di incontrare i segretari comunali e provinciali dei partiti del centrodestra. Il dialogo è stato negato. Una mossa poco democratica e nemmeno utile alla salvaguardia del partito. Il dialogo non si nega a nessuno: nemmeno Giorgia Meloni lo fa, che più volte ha incontrato Elly Schlein.
Un incontro non significa rilancio o alleanza: si può rimanere sulle proprie posizioni, ma esprimerle in presenza e non solo tramite comunicati.
Si chiama democrazia.
Non bisognerebbe nemmeno ricordarlo ai partiti. Ma tant’è.