Trapani merita rispetto. Adesso c'è anche una petizione contro Antonini, ecco perché
Dopo gli scontri con i tifosi, le penalizzazioni, i silenzi annunciati e i post carichi di livore, per Valerio Antonini arriva anche una petizione: un’iniziativa pubblica per chiedere formalmente al Comune di Trapani la revoca della cittadinanza onoraria concessagli solo pochi mesi fa, quando tutta la politica locale faceva a gara per farsi fotografare accanto al patron granata, celebrato come il salvatore dello sport cittadino.
Ma da quel giorno è cambiato tutto.
A promuovere la petizione è il Comitato Civico per la Dignità della Cittadinanza Onoraria, un gruppo spontaneo di cittadini che ha deciso di agire pubblicamente per “difendere la coesione sociale e l’immagine della città”. Il testo, pubblicato su Change.org (e consultabile a questo link: clicca qui), è un atto civile e argomentato, che non fa sconti a nessuno.
“La cittadinanza onoraria è un onore, non un privilegio personale” – si legge nel documento. “È un riconoscimento che porta con sé responsabilità pubblica, rispetto per la città e capacità di rappresentarne i valori”. E proprio qui sta, secondo i promotori, il problema.
Negli ultimi mesi, prosegue il testo, Antonini “ha diffuso con cadenza quasi quotidiana dichiarazioni pubbliche che molti cittadini hanno percepito come gravemente divisive, con attacchi a giornalisti, imprenditori, rappresentanti istituzionali e semplici cittadini, usando toni che hanno alimentato un clima di sfiducia, ostilità e conflitto sociale”.
“Un cittadino onorario dovrebbe unire, non dividere. Offrire esempio, non esasperare i contrasti.” È questa la frase chiave della petizione, che invita il Sindaco Tranchida e il Consiglio Comunale ad avviare una riflessione formale “sulla permanenza dei presupposti” per mantenere in vigore l’onorificenza concessa ad Antonini.
Il comitato tiene a precisare che non si tratta di un gesto politico o personale, ma di una richiesta fondata su valori civici e sul bisogno, sempre più forte, di difendere il buon nome di Trapani. “Questa città merita rappresentanti all’altezza del suo nome” – concludono.
Nel frattempo Antonini, che solo poche ore prima aveva annunciato sui social di non voler tornare più a Trapani, si trova ora al centro di un nuovo fronte di contestazione popolare. Dopo il duro comunicato della tifoseria organizzata, che chiedeva chiarezza sul futuro della squadra e un confronto pubblico, arriva quindi anche una richiesta simbolica e politica: revocare l’onorificenza che, oggi, appare a molti del tutto incompatibile con il clima creatosi.
Il 29 gennaio 2025, Valerio Antonini riceveva tra gli applausi la cittadinanza onoraria della città di Trapani. Una cerimonia solenne, celebrata in pompa magna, con il Consiglio comunale compatto – maggioranza e opposizione – a contendersi gli elogi più calorosi per l’imprenditore romano che aveva appena riportato entusiasmo nello sport trapanese, acquistando il Trapani Calcio, la Trapani Shark e l’emittente Telesud (oggi diventata web - tv, dopo l'oscuramento del canale sul digitale terrestre per i debiti con RaiWay).
Quella sera, in aula, Antonini era il protagonista assoluto. Un discorso scritto, dai toni da “statista locale”, citazioni alte (Frankenstein Junior, Mauro Rostagno, l'università...) e una chiusura perentoria: «Chi ostacola la cittadella dello sport, ostacola lo sviluppo di Trapani». Un messaggio chiaro a tutta la politica cittadina, con l’aria di chi non intendeva più accettare opposizione alcuna.
Dichiarò di voler diventare punto di riferimento per imprenditori, istituzioni e accademia, raccontando di come, prima di lui, a Trapani “non si potesse fare nulla” e di come, ora, tutto dipendesse dalla sua visione. «Credo sia facile capirne la portanza», disse a proposito dei suoi record sportivi, che definì «validi per l’eternità».
A nemmeno un anno da quel momento, il clima è radicalmente cambiato.
Valerio Antonini è oggi al centro di una spirale polemica che coinvolge la società sportiva, le istituzioni locali, le tifoserie, i media, e perfino il riconoscimento che gli era stato attribuito. Dopo le penalizzazioni inflitte dalla FIP e dalla FIGC, le indagini aperte sulle irregolarità amministrative, le tensioni con l'Amministrazione comunale per la gestione del Pala Shark e il mancato pagamento delle utenze dello stadio, è arrivato anche l’addio (virtuale) annunciato sui social: «Non tornerò più a Trapani. Da oggi, un silenzio assoluto». Un addio che suona familiare: l’ennesimo annuncio di fuga, dopo promesse simili fatte – e poi smentite dai fatti – già nei mesi scorsi.
Dieci mesi fa si faceva a gara per una foto accanto ad Antonini. Oggi il suo nome è in calo sui campi, sotto indagine negli uffici federali, contestato dalle curve e oggetto di una richiesta formale di revoca da parte dei cittadini.
Anche questa, nel suo piccolo, è Trapani. E forse anche questo dice molto su come siamo cambiati – tutti – in così poco tempo.
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