×
 
 
02/12/2025 10:00:00

Rischio stop raccolta plastica: Antoci porta il caso a Bruxelles, Ciminnisi all'Ars

La raccolta differenziata della plastica in Sicilia rischia il blocco. In varie zone dell’Isola, infatti, alcuni impianti avrebbero ridotto o addirittura sospeso il ritiro degli imballaggi a causa della saturazione degli stoccaggi e del crescente divario economico tra plastica riciclata e plastica vergine, oggi molto più conveniente sul mercato. Una situazione che sta spingendo diversi Comuni a emanare ordinanze per limitare il conferimento dei rifiuti in plastica, con inevitabili ripercussioni sul servizio ai cittadini.

Il problema si inserisce in una crisi strutturale del sistema rifiuti nazionale, segnata da una forte disomogeneità tra Nord e Sud, dall’insufficienza degli impianti siciliani, dai costosi trasferimenti della plastica verso altre regioni e da un crescente peso finanziario sugli enti locali.

 

Antoci alla Commissione europea: “Non si può scaricare tutto su Comuni e cittadini”

Per scongiurare il collasso della filiera, l’eurodeputato siciliano Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo un intervento diretto di Bruxelles. “Se si ferma il ritiro della plastica, non salta solo un servizio: rischiano di saltare gli obiettivi su raccolta differenziata e riciclo” – afferma Antoci – “e i sacrifici di cittadini e imprenditori che investono tempo e risorse in questa filiera”.

L’eurodeputato denuncia un sistema che continua a fare affidamento sui sacrifici dei cittadini senza dotarsi di una filiera nazionale efficiente e stabile. “Non possiamo chiedere ai cittadini di differenziare e poi lasciare i Comuni da soli a gestire disagi e costi che aumentano. Se il conto viene scaricato sui cittadini, il sistema non regge.”

Antoci ribadisce anche la necessità di un chiarimento sui ruoli e sulle responsabilità della filiera degli imballaggi: “Se chi immette plastica sul mercato non partecipa ai costi di gestione, finisce che a pagare sono i cittadini. E questo non è accettabile”.

 

Ciminnisi all’ARS: “La Regione dica cosa sta facendo. Senza interventi immediati, la raccolta si blocca”

Sul fronte regionale, la deputata trapanese Cristina Ciminnisi ha depositato un’interrogazione all’Assemblea regionale siciliana per chiedere al governo cosa intenda fare nell’immediato. La parlamentare punta il dito contro la gestione dell’emergenza da parte dell’assessore ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, che in Commissione Ambiente avrebbe rimandato genericamente a un confronto futuro con il Ministero. “L’assessore ha dimenticato che in Sicilia la competenza sugli impianti è regionale” – afferma Ciminnisi – “ed è alla Regione che chiediamo risposte concrete: cosa si intende fare, oltre all’ampliamento di alcune aree di stoccaggio?”

Il rischio, avverte, è che senza decisioni rapide molti Comuni si trovino costretti a sospendere la raccolta, con danni ambientali, economici e di decoro urbano.

 

Un sistema già in affanno

L’emergenza attuale mette in luce, ancora una volta, le lacune strutturali della Sicilia nel settore rifiuti: impianti insufficienti o sovraccarichi; costi crescenti per il trattamento fuori regione; instabilità del mercato delle materie seconde; carenze programmatiche e ritardi nella pianificazione impiantistica. Con una filiera così fragile, basta un rallentamento nei ritiri per far scricchiolare l’intero sistema.