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09/12/2025 06:00:00

Marsala 2026, il centrodestra si inceppa. Nodo liste

Il tempo stringe per la campagna elettorale di Marsala: alleanze mobili, passi avanti e passi indietro.
Una sola certezza, per ora, ha agitato gli equilibri: Salvatore Ombra non sarà il candidato del centrodestra. Lo ha annunciato lui stesso sui social, spiegando che — tra interessi aziendali, ruolo in Airgest e scelte di famiglia — non è questo il momento per intraprendere la sfida sindacale.

Con Ombra fuori gioco, la candidatura di Nicola Fici appare ormai quasi ufficiale. Non è un mistero che Mimmo Turano, assessore regionale della Lega, sia stato il principale sponsor politico dell’operazione: incontri su incontri con gli esponenti provinciali dei vari partiti, riunioni con Stefano Pellegrino per stoppare definitivamente Massimo Grillo — considerato da Turano un’esperienza conclusa — e spingere Fici.

Le liste civiche che dovrebbero sostenerlo stanno predisponendo un documento politico unitario, ma non tutti vogliono firmare prima di avere garanzie dai partiti. Il nodo è sempre quello: l’incertezza.

 

Il nodo FdI: Sbardella sotto assedio

Il commissario regionale di Fratelli d’Italia, Luca Sbardella, è letteralmente tempestato di messaggi e telefonate. Da una parte chi chiede di chiudere subito su Fici; dall’altra chi frena.

Due le obiezioni principali:

  • Fici non è un uomo di destra, almeno secondo una fetta del partito.
  • Il centrodestra è spaccato, e un nome imposto oggi rischierebbe di creare uno strappo insanabile.
  • Anche Forza Italia è divisa: la segreteria provinciale è pro-Fici, mentre il capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino resta saldamente collocato nella maggioranza che sostiene il sindaco Massimo Grillo. E non ha alcuna intenzione di mollarlo.

    In questo scenario, Sbardella non sembra voler forzare: senza un’unità di coalizione, nessuna decisione immediata.

    Peraltro lo stesso partito di Giorgia Meloni — uscito mesi fa dalla giunta Grillo con l’idea, mal riuscita, di ricompattare il centrodestra — riflette ora su una possibile linea di continuità, fino a valutare perfino un ritorno sul sindaco uscente.

    Segnali in questa direzione arrivano anche da Beppe Bica: favorevole a Fici all’inizio, oggi in retromarcia per equilibri interni che lo spingono ad altre valutazioni.
    In questo caso, Fici rischierebbe di correre solo con le liste civiche, senza simbolo di FdI.

     

    Liste civiche, il vero banco di prova

    A Marsala lo sanno tutti: non vince chi ha più sigle, ma chi ha più voti reali.
    E oggi il problema delle liste è comune a tutti:

    • Andreana Patti ha incassato il sostegno del PLD di Luigi Marattin, ma riusciranno a mettere insieme 24 candidati e superare il 5%? Lo stesso interrogativo vale per Rifondazione Comunista e PSI.
    • Nicola Fici può contare, al momento, su un’unica lista realmente pronta: quella di Michele Gandolfo. Le altre sono più indietro o faranno pura testimonianza.
    • Leonardo Curatolo e Eugenio Domingo procedono con i propri gruppi civici, ma anche qui il nodo è il reclutamento.
    • Massimo Grillo, da parte sua, riproporrà la lista Liberi, con cui nel 2020 portò tre consiglieri in Aula.

    La partita insomma non è ancora nemmeno cominciata davvero: senza liste solide, nessuna candidatura è competitiva.

    E il centrodestra, tra indecisioni, veti incrociati e partiti spaccati, rischia di arrivare alla volata finale senza una coalizione e senza un progetto politico condiviso.