Liceo di Trapani nel degrado: infiltrazioni, scale bagnate e riscaldamenti a singhiozzo
Acqua che scende dal soffitto, scale bagnate e scivolose, secchi sistemati alla meglio per contenere le infiltrazioni, aule spostate da mesi, laboratori sacrificati e riscaldamenti che non funzionano sempre. È il quadro che emerge da una segnalazione anonima che riguarda il liceo scientifico e classico di Trapani, con particolare riferimento ai plessi di via Todaro e via Turretta. A scrivere sono familiari e adulti che seguono da vicino la vita quotidiana dell’istituto e che parlano apertamente di preoccupazione per la sicurezza, oltre che di stanchezza per una situazione che si trascina da anni senza una soluzione definitiva.
Nel mirino c’è soprattutto il plesso di via Todaro. Qui, raccontano i segnalanti, la situazione strutturale sarebbe peggiorata progressivamente nel tempo, fino a diventare quest’anno difficilmente sostenibile. Il punto più critico è il lucernario dell’atrio centrale, collocato sopra le scale principali che consentono gli spostamenti interni. “Dovrebbe garantire un ambiente sicuro e asciutto, invece è forato in più punti e presenta muffa molto sviluppata su gran parte della superficie”, si legge nella segnalazione. Le infiltrazioni fanno sì che, durante le piogge, l’acqua si riversi sulle scale, rendendo i passaggi pericolosi e in alcuni momenti impraticabili. La presenza di secchi disseminati lungo le rampe, nel tentativo di contenere l’acqua, non fa che aumentare il rischio.
Una situazione che, spiegano, non è nuova. Il problema sarebbe noto da anni, ma negli ultimi mesi avrebbe raggiunto “l’apice della vergogna”. Dopo proteste e richieste di chiarimenti, sarebbero arrivate rassicurazioni su interventi immediati e temporanei, seguiti poi da lavori definitivi. “Dopo mesi non abbiamo visto nulla, e la situazione è solo peggiorata”, scrivono.
La segnalazione entra poi nel dettaglio di un altro episodio che viene indicato come particolarmente allarmante. Un’aula al secondo piano sarebbe stata colpita da gravi infiltrazioni dal soffitto, con acqua che scendeva da una crepa proprio sopra una presa elettrica. “Dopo le forti piogge l’acqua cadeva dentro l’aula, e in alcuni giorni chi stava in quella zona usciva completamente bagnato”, viene riferito. Per ragioni di sicurezza, la classe è stata spostata più volte, prima tra laboratori di informatica e chimica, poi collocata “temporaneamente” in un altro ambiente. Una temporaneità che, però, dura ancora oggi, a distanza di mesi, con il risultato di rendere inutilizzabile un laboratorio e di creare disagi quotidiani legati agli spostamenti interni, soprattutto nei giorni di pioggia, quando le scale sono bagnate.
Le spiegazioni fornite nel tempo, secondo i segnalanti, sarebbero sempre le stesse: “Il personale è impegnato altrove” oppure “bisogna aspettare che si asciughi”. Intanto, però, i problemi restano. E non riguardano solo via Todaro. Nella segnalazione si fa riferimento anche a un episodio avvenuto a metà dicembre nella sede di via Turretta, dove un’aula si sarebbe ritrovata con circa due centimetri d’acqua sul pavimento, e a infiltrazioni riscontrate nello stesso giorno anche al Collegio dei Gesuiti. Segnali che, messi insieme, disegnano un quadro più ampio e preoccupante. Sul fondo resta il nodo delle responsabilità. Chi scrive riconosce che la scuola cerca di tamponare, riorganizzando spazi e attività, ma sottolinea come la manutenzione strutturale, la sicurezza degli edifici e la disponibilità delle palestre non dipendano dai dirigenti scolastici. “La gestione quotidiana è una cosa, ma se i locali sono quelli e presentano problemi strutturali, qualcuno deve intervenire”, si legge. Da settembre, viene segnalato, il liceo sarebbe anche senza una palestra e senza un sistema stabile di trasporto verso strutture alternative, con attività pratiche rinviate e soluzioni sempre provvisorie. A questo si aggiunge un altro elemento che pesa soprattutto in inverno: i riscaldamenti non funzionano sempre. Non un guasto isolato, ma un problema che si ripresenta e che contribuisce a rendere più difficile la permanenza negli edifici. Ora tutto viene rimandato al rientro dopo le festività natalizie. È durante la pausa che, ancora una volta, sarebbe stato assicurato un intervento almeno parziale. Ma il calendario corre: tra una decina di giorni si torna a scuola e la sensazione, raccontano i segnalanti, è quella di un’attesa carica di scetticismo. “Ci è stato detto di aspettare Natale. Ora aspettiamo gennaio. Ma intanto i problemi sono sempre gli stessi”. Il messaggio finale è netto e non ha toni sensazionalistici, ma esasperati: “Siamo stanchi di parole e promesse non mantenute. Qui non si chiede un favore, ma sicurezza e rispetto degli impegni presi”. Una richiesta che chiama in causa direttamente l’ente proprietario degli edifici e che pone una domanda semplice quanto scomoda: ma al rientro di gennaio, cosa sarà cambiato davvero?
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