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01/01/2026 14:20:00

"Super influenza", la Sicilia tra le più colpite. Ma il picco deve ancora arrivare

Quasi un milione di nuovi casi in una sola settimana e un picco che deve ancora arrivare. L’influenza stagionale e gli altri virus respiratori stanno entrando nel vivo e la Sicilia è tra le regioni più colpite d’Italia, con dati superiori alla media nazionale. A certificarlo è l’ultimo report RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, che fotografa una diffusione in rapido aumento.

 

Nella settimana dal 15 al 21 dicembre in Italia si sono registrati circa 950 mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, con un’incidenza salita a 17,1 casi ogni mille assistiti. Dall’inizio della stagione i contagi complessivi hanno già superato quota 5,8 milioni. L’aumento riguarda tutte le fasce d’età, ma colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni, dove l’incidenza arriva a circa 50 casi ogni mille.

Sicilia tra le regioni più colpite

 

Nel periodo 8–14 dicembre, in Sicilia sono stati registrati 2.115 casi, con un’incidenza di 17,6 per mille, ben al di sopra della media nazionale. L’Isola risulta terza in Italia per diffusione, preceduta solo da Sardegna e Campania.

Una pressione che, spiega Salvatore Corrao, ordinario di Medicina interna all’Università di Palermo e direttore all’Ospedale Civico, è già evidente nei reparti:
«Aumentano gli accessi per febbre, tosse e astenia, ma soprattutto per lo scompenso di patologie croniche innescato dall’infezione. Nei reparti il problema non è solo l’influenza, ma l’impatto sui pazienti anziani e fragili».

Il report segnala anche un aumento di accessi ai pronto soccorso e ricoveri, con un peso crescente sulla rete dell’emergenza-urgenza, già in sofferenza. «Un’influenza in un paziente fragile – sottolinea Corrao – può innescare una cascata di instabilità che richiede cure più intensive».

 

La “super influenza”

A dominare la stagione è la variante K del virus A(H3N2), definita “super influenza” per l’elevata contagiosità. L’Iss precisa che non aumenta la gravità media, ma il numero di casi sì. «Più contagi – avverte Corrao – significa più pazienti fragili esposti e quindi più complicanze».

I sintomi restano quelli classici, ma il rischio maggiore riguarda anziani, bambini piccoli e soggetti con malattie croniche, per i quali l’influenza può trasformarsi in un problema serio.



Cronaca | 2026-05-11 16:20:00
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