Piersanti Mattarella, l’omicidio che cambiò l’Italia: il nuovo saggio di Miguel Gotor
Non un "semplice" delitto di mafia, ma uno snodo cruciale della storia repubblicana legato a Ustica e Bologna. Nel libro "L’omicidio di Piersanti Mattarella" (Einaudi), lo storico Miguel Gotor ricostruisce la rete tra neofascismo, P2 e apparati deviati che fermò l'erede di Aldo Moro.
Il delitto che rovescia le regole
Il 6 gennaio 1980, Piersanti Mattarella veniva ucciso a Palermo mentre andava a messa con la famiglia. A distanza di oltre quarant'anni, quel delitto presenta un'anomalia che è lo specchio delle opacità italiane: la giustizia ha condannato i mandanti mafiosi, ma gli esecutori materiali restano ignoti.
È il contrario di quanto avviene solitamente nelle stragi italiane, dove si conoscono i killer ma non chi ha dato l'ordine. Miguel Gotor, nel suo ultimo saggio pubblicato da Einaudi, riparte da qui per dimostrare che quella morte non fu solo una questione di "carte in regola" in Sicilia, ma un tassello di una strategia di destabilizzazione nazionale.
L’erede di Moro e il laboratorio Sicilia
Piersanti Mattarella era considerato l'erede politico di Aldo Moro e il suo progetto di governo regionale, aperto al dialogo con il PCI, rappresentava un esperimento pericoloso per molti equilibri. Gotor inserisce l'omicidio in un "tempo corto" e terribile, quello tra il 1979 e il 1980, che comprende le stragi di Ustica e Bologna.
Secondo lo storico, Mattarella fu colpito perché la sua linea politica era diventata incompatibile con un contesto geopolitico segnato dalla Guerra Fredda e dalla decisione NATO di installare i missili Cruise proprio in Sicilia.
Trame nere e massoneria occulta
Il libro non è una semplice cronaca giudiziaria, ma un'indagine storica rigorosa che svela "ibridi connubi". Emerge una rete fitta che lega la mafia al neofascismo e alla massoneria deviata (con l'ombra della P2 sempre presente) e ad apparati dello Stato che agivano nell'ombra.
In questa cornice, la Sicilia appare come il laboratorio di una "destabilizzazione controllata". Mattarella, tentando di bonificare la DC siciliana dal sistema clientelare, finì nel mirino di un sovversivismo che partiva dall'alto.
Un libro che parla al presente
Attraverso 432 pagine intense, Gotor ci ricorda che l'omicidio Mattarella parla anche dell'Italia di oggi. Analizzare quel "filo nero" che lega Palermo a Bologna serve a capire le zone d'ombra su cui poggiano ancora alcuni equilibri del potere attuale.
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