Non solo repressione. Non solo manette e processi. Ma percorsi di legalità, senso di umanità e responsabilità collettiva.
Martedì 3 marzo 2026, alle ore 10, l’Aula Magna “G. Tranchina” del Polo Universitario di Trapani ospita un incontro che già dal titolo promette una riflessione più ampia: “Oltre la repressione. Percorsi di legalità e senso di umanità nelle strategie di contrasto al crimine organizzato”.
Un appuntamento che mette insieme magistrati, forze dell’ordine, accademici e testimoni diretti di una stagione drammatica della storia siciliana. Tra loro, anche Grazia Accetta, madre di Claudio Domino, il bambino ucciso dalla mafia nel 1986 a Palermo.
Un confronto tra giustizia, memoria e formazione
Il convegno è promosso da Unitrapani e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, con il coinvolgimento dell’Ordine degli Avvocati di Trapani.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Giorgio Scichilone, presidente del Polo di Trapani, e di Salvatore Longo, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trapani.
L’introduzione è affidata a Marianoemj Gervasi dell’associazione studentesca Unitrapani, mentre a moderare l’incontro sarà Daniela Chinnici, docente di Diritto Processuale Penale all’Università di Palermo.
Gli interventi: magistrati, polizia e università
A discutere saranno figure che, a vario titolo, hanno incrociato il fenomeno mafioso sul piano giudiziario e operativo:
- Bernardo Petralia, magistrato
- Giuseppe Felice Peritore, questore di Trapani
- Francesco Mongiovì, già Sovrintendente Capo Coordinatore della Polizia di Stato ed ex agente della scorta del giudice Giovanni Falcone
- Grazia Accetta, madre di Claudio Domino
- Caterina Scaccianoce, docente di Diritto Processuale Penale all’Università di Palermo
Un parterre che intreccia esperienza sul campo, riflessione giuridica e testimonianza civile.
La voce di una madre
La presenza di Grazia Accetta conferisce al convegno un valore simbolico e umano che va oltre l’analisi tecnica. Claudio Domino aveva appena 11 anni quando venne assassinato. La sua vicenda è rimasta una delle pagine più dolorose della storia mafiosa siciliana.
Portare questa memoria dentro un’aula universitaria significa ricordare che dietro ogni strategia di contrasto ci sono vite spezzate, famiglie, ferite che non si rimarginano. E che la legalità non è soltanto un principio astratto, ma una scelta quotidiana.
Crediti formativi per studenti e avvocati
È stata attivata la procedura per l’attribuzione di 1 CFU agli studenti e di 3 crediti formativi agli avvocati. Un segnale chiaro: la formazione giuridica e professionale passa anche attraverso il confronto con la storia e con le sue lezioni.
Oltre la repressione
Il titolo dell’incontro suggerisce una domanda di fondo: la repressione penale è sufficiente? O serve un approccio più ampio, capace di tenere insieme diritto, educazione, memoria e responsabilità sociale?
In una provincia come quella di Trapani, dove la presenza mafiosa ha lasciato tracce profonde, il dibattito non è accademico. È attuale. E riguarda tutti.
L’appuntamento è per martedì 3 marzo, alle 10, al Polo Universitario di Trapani.