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Non è solo il freddo a colpire la Sicilia. Negli ospedali dell’Isola è scattata l’emergenza influenza, con i Pronto soccorso sotto forte pressione e un aumento degli accessi che in alcune strutture arriva fino al 30%. Da Palermo a Catania, passando per Messina, il sistema sanitario regionale è messo alla prova dal picco stagionale dei contagi.
Catania, Cannizzaro al centro dell’emergenza
La situazione più critica si registra a Catania, dove l’ospedale Cannizzaro è uno dei presìdi maggiormente colpiti. Secondo il responsabile dell’emergenza, Antonio Di Mauro, nella sola giornata di lunedì 5 gennaio gli accessi al Pronto soccorso sono aumentati del 25% rispetto alla media.
I pazienti più colpiti sono soprattutto anziani over 60, spesso affetti da patologie croniche come diabete o malattie respiratorie, per i quali l’influenza evolve rapidamente in insufficienza respiratoria. Ma l’emergenza riguarda anche i più piccoli.
Pediatria piena, pesa il basso livello di vaccinazione
Il reparto di Pediatria registra una forte pressione. Bambini con febbre elevata, polmoniti e complicanze finiscono in ospedale, in alcuni casi già nei primi mesi di vita. La direttrice Antonella Di Stefano segnala un dato preoccupante: circa la metà dei bambini ricoverati non era vaccinata. Un elemento che, secondo i sanitari, incide in modo significativo sulla gravità dei quadri clinici.
Palermo, ricoveri sospesi per far fronte all’ondata
A Palermo, la situazione è altrettanto complessa. Al Policlinico Paolo Giaccone, la direttrice Maria Grazia Furnari ha disposto la sospensione dei ricoveri programmati, ad eccezione di quelli oncologici e delle urgenze indifferibili. Una scelta necessaria per liberare posti letto e affrontare l’ondata influenzale, aggravata anche dai cantieri Pnrr che riducono la disponibilità degli spazi.
Al Civico, il primario Massimo Geraci parla apertamente di saturazione: in una sola giornata si sono contati 117 pazienti in attesa di ricovero. A rallentare il sistema è anche la difficoltà nel trasferire i pazienti verso le strutture convenzionate, molte delle quali hanno ridotto l’attività durante le festività.
All’ospedale Cervello e a Villa Sofia, gli indici di sovraffollamento superano il 200%, con decine di barelle in attesa di collocazione.
Messina, accessi in aumento fino al 40%
Anche Messina registra numeri preoccupanti. Al Papardo, gli accessi per influenza crescono del 30%, mentre l’aumento complessivo degli ingressi al Pronto soccorso raggiunge il 40%.
Il Codacons: “Situazione non più sostenibile”
Sull’emergenza interviene il Codacons. Il segretario nazionale Francesco Tanasi parla di una pressione “non più sostenibile” sul sistema sanitario regionale. Le segnalazioni dei cittadini raccontano di attese prolungate e sale d’aspetto al collasso.
“Il picco influenzale non è un evento imprevedibile – sottolinea Tanasi – servono interventi strutturali: più personale, percorsi dedicati e una medicina territoriale in grado di filtrare i casi meno gravi”.
Medici e infermieri tengono la linea
In attesa di misure più incisive, il peso dell’emergenza ricade su medici e infermieri, impegnati in turni prolungati per garantire l’assistenza. Le task force attivate e le misure tampone mirano a contenere l’ondata, ma il timore è che, senza un rafforzamento stabile del sistema, il picco influenzale possa mettere ulteriormente in crisi la rete dell’emergenza-urgenza siciliana.
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