Da alcune settimane il PUA (Punto Unico di Accesso) di Marsala, che ha sede presso l’ASP di piazza Francesco Pizzo, sta respingendo numerosi utenti. Si tratta dello sportello che dovrebbe rappresentare il primo riferimento per cittadini fragili, anziani e persone con disabilità, chiamato a orientare e facilitare l’accesso ai servizi di assistenza domiciliare e socio-sanitaria, valutando i bisogni e attivando i percorsi appropriati (ADI, RSA e altri servizi territoriali).
Il PUA di Marsala rientra nell’organizzazione dell’ASP 9 di Trapani e, per quanto riguarda i casi di disabilità gravissima, gestisce le richieste di assistenza domiciliare avviate spesso tramite il medico di base e coordinate da équipe multidisciplinari.
Cosa sta accadendo
Le persone con disabilità gravissima hanno ricevuto regolare assistenza fino alla settimana precedente al Natale. Poi, improvvisamente, il nulla.
Un caso emblematico è quello di un cittadino, padre di un disabile gravissimo, che da giorni non vede più arrivare presso la propria abitazione le figure professionali necessarie alla cura del figlio: psicologo, logopedista, infermiere e OSS, che fino a poco prima garantivano un supporto settimanale essenziale.
Il 5 gennaio scorso il genitore, P.F. (queste le iniziali), si è recato presso gli uffici competenti per chiedere spiegazioni. Secondo il suo racconto, inizialmente il personale non avrebbe nemmeno voluto riceverlo. Solo dopo la minaccia di rivolgersi alle forze dell’ordine – gesto che racconta più la disperazione di un padre che un’escalation di tensione – la situazione si è sbloccata. La risposta ottenuta, però, ha lasciato sgomenti: le figure di riferimento devono essere garantite privatamente, a pagamento.
Il nodo dei fondi
Il problema, stando a quanto riferito agli utenti, è sempre lo stesso: mancano i fondi per assicurare la continuità dell’assistenza. In attesa di un nuovo budget, le famiglie sono lasciate di fronte a un bivio drammatico: provvedere autonomamente, sostenendo costi spesso insostenibili, oppure rinunciare alle cure.
È una storia che si ripete ciclicamente e che colpisce sempre gli stessi: le persone più fragili.
Non è un caso isolato. Già nelle scorse settimane era emersa una criticità analoga sul fronte dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): per tutto il mese di dicembre, a causa dell’assenza di risorse, il servizio non sarebbe stato attivato. Anche in questo caso, gli utenti hanno dovuto arrangiarsi, pagando di tasca propria le cure necessarie, senza che ad oggi la situazione risulti risolta.
Annunci e realtà
Dagli uffici dell’ASP di Marsala viene ribadito che tutti gli obiettivi fissati dalla Regione sono stati raggiunti. Ma il punto è proprio questo: un conto sono gli annunci e le dichiarazioni ufficiali, un altro sono le condizioni reali dei pazienti e delle loro famiglie. Perché quando l’assistenza si interrompe, non è un numero che manca all’appello: è una persona che resta sola.
Quasi 4 milioni in arrivo
L’ASP ha disposto un’integrazione di spesa pari a 3.930.034 euro per coprire le prestazioni di Assistenza domiciliare integrata (ADI) erogate nel corso del 2025. Il provvedimento si aggiunge allo stanziamento già previsto per l’esercizio in corso, che ammontava a 11,7 milioni di euro, adeguato in precedenza ai valori del bilancio economico di previsione.
L’incremento delle risorse deriva dalle richieste avanzate dai direttori dei Distretti sanitari del territorio, a fronte di un fabbisogno superiore rispetto alle previsioni iniziali. Nel dettaglio, le integrazioni richieste ammontano a 400 mila euro per il Distretto di Mazara del Vallo, 75 mila euro per Pantelleria, 317.534 euro per Castelvetrano, 821 mila euro per Marsala, 1.470.500 euro per Trapani e 846 mila euro per Alcamo.
Le somme consentiranno di saldare integralmente, fino a dicembre 2025, le prestazioni di assistenza domiciliare erogate secondo le tariffe stabilite dall’Assessorato regionale della Salute, differenziate per livello assistenziale e profilo professionale. L’ADI, che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), è garantita dall’Amministrazione sanitaria attraverso personale qualificato — medici, infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari e assistenti sociali — e tramite enti specializzati.
L’assistenza domiciliare integrata è rivolta a persone non autosufficienti, affette da patologie croniche, disabilità o condizioni di fragilità temporanea, con l’obiettivo di garantire cure sanitarie e supporto socio-assistenziale direttamente nel domicilio del paziente, favorendo la permanenza nel proprio contesto di vita.