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08/01/2026 06:00:00

Sanità siciliana, stretta sull’intramoenia e nuove regole per le liste d’attesa

L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha annunciato controlli sull’attività intramoenia e una revisione profonda della gestione delle liste d’attesa. È la linea che l’assessore si appresta a formalizzare con un provvedimento in arrivo nei prossimi giorni e destinato ai manager delle Asp e degli ospedali siciliani.

«Dobbiamo garantire un corretto equilibrio tra l’attività istituzionale degli ospedali e quella privata svolta dai medici, consapevoli che si tratta di un’area particolarmente vulnerabile», ha spiegato Faraoni, anticipando una stretta sulla cosiddetta intramoenia, ovvero la possibilità per i medici dipendenti del servizio pubblico di svolgere attività privata all’interno delle strutture sanitarie, in orari diversi da quelli istituzionali.

La mossa arriva anche come risposta alle osservazioni della Corte dei Conti che, alla vigilia di Capodanno, ha trasmesso le conclusioni di un’indagine sulle liste d’attesa. Secondo i magistrati contabili, il ricorso eccessivo all’intramoenia contribuirebbe ad allungare i tempi delle prestazioni ordinarie, con effetti negativi sia per i cittadini sia per i conti pubblici. Nel mirino, in particolare, l’assenza di controlli efficaci e il mancato rispetto delle regole nazionali.

 

Cosa cambierà

 

Il provvedimento in preparazione fisserà paletti quantitativi più stringenti e introdurrà verifiche puntuali sul loro rispetto. «Servono controlli rigorosi – sottolinea Faraoni – ma anche un equilibrio che eviti di far deflagrare il sistema pubblico».

Parallelamente, la Regione intende avviare una nuova fase nella gestione delle liste d’attesa. «Per le prestazioni urgenti e brevi – quelle da garantire entro dieci giorni – si registra già un’accelerazione», spiega l’assessore. Il prossimo passo riguarderà i pazienti cronici e fragili: l’obiettivo è sottrarre le loro prestazioni al sistema ordinario di prenotazione, programmando a inizio anno, e per periodi lunghi, esami e controlli necessari. Una presa in carico strutturata che dovrebbe alleggerire anche i sistemi informatici e ridurre uno dei fattori che contribuiscono all’allungamento delle attese.

 

Il nodo delle prestazioni

 

C’è poi un altro nodo segnalato dal Ministero della Salute: il numero elevatissimo di prestazioni diagnostiche. In Sicilia si effettuano ogni anno circa 70 milioni di prestazioni, di cui 50 milioni sono analisi cliniche. Un dato anomalo rispetto alle altre regioni, che indica un eccesso di prescrizioni. Anche su questo fronte sono in corso interventi correttivi.

Nel pacchetto di misure in arrivo rientra infine la riscrittura dei contratti dei manager delle aziende sanitarie e ospedaliere. Dopo le critiche espresse dal presidente della Regione, Renato Schifani, sulla difficoltà di applicare sanzioni o rimuovere i dirigenti per obiettivi mancati, l’assessorato lavora a un addendum che introduca target più stringenti e nuovi indicatori di performance.

Il piano prende forma in una fase particolarmente critica per la sanità pubblica, segnata anche dalle difficoltà nei Pronto soccorso durante le festività. E mentre si rincorrono le voci su possibili cambiamenti nella giunta regionale, l’assessore rivendica la necessità di continuità: «Stiamo affrontando problemi complessi, che richiedono tempo. Se ci sarà la possibilità di lavorare, i risultati arriveranno».