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09/01/2026 12:34:00

Anche al condannato per mafia spetta la pensione

La pensione spetta anche a chi ha scontato una condanna per mafia. Lo Stato non può negare i mezzi di sussistenza applicando norme entrate in vigore anni dopo la sentenza penale. A stabilirlo è il giudice del Lavoro del Tribunale di Palermo, Dante Martino, che ha accolto il ricorso di un palermitano al quale l’Inps aveva negato l’assegno sociale.

 

L’uomo aveva terminato nel 2012 di scontare una condanna a 10 anni e mezzo per associazione mafiosa. Dieci anni dopo, nel 2022, aveva presentato domanda per l’assegno sociale, prestazione assistenziale riconosciuta a chi vive in condizioni economiche disagiate. L’Inps aveva respinto l’istanza richiamando l’articolo 2 della Legge 92 del 2012, che esclude dalle prestazioni assistenziali chi è stato condannato per gravi reati, tra cui quelli di mafia.

 

Una scelta che il Tribunale ha giudicato illegittima. La norma, infatti, è successiva alla condanna definitiva dell’uomo, risalente al 2008. Applicarla retroattivamente avrebbe comportato una doppia punizione, in contrasto con i principi costituzionali.

A difendere il ricorrente è stato l’avvocato Raimondo Cammalleri, che sottolinea: «Questa sentenza restituisce dignità al principio della funzione rieducativa della pena. Negare il sostentamento a chi ha già pagato il proprio debito con la giustizia è un atto che non trova posto in uno Stato di diritto. Il diritto al sostentamento è un pilastro che la burocrazia non può abbattere a proprio piacimento».

Nella decisione, il giudice del lavoro richiama anche una sentenza della Corte Costituzionale del 2021, chiarendo che la sanzione accessoria prevista dalla legge ha natura penale e, come tale, è soggetta al principio di irretroattività.

C’è poi un ulteriore aspetto tecnico evidenziato nella sentenza: la norma parla di “revoca” delle prestazioni assistenziali, presupponendo che queste siano già state concesse. In questo caso, invece, l’assegno sociale non era mai stato riconosciuto, quindi non poteva essere revocato. Inoltre, al momento della condanna, la sanzione accessoria non era stata formalmente irrogata.

 

La sentenza, depositata il 24 dicembre 2025, apre ora scenari rilevanti per altri ex detenuti che si trovano in situazioni analoghe e che si sono visti negare prestazioni assistenziali sulla base di norme successive alle loro condanne.



Antimafia | 2026-01-09 12:34:00
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Anche al condannato per mafia spetta la pensione

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