×
 
 
09/01/2026 12:34:00

Il Libero Consorzio fa marcia indietro: Podere Badia e Funtanazza fuori dalla vendita

Alla fine il passo indietro è arrivato. Dopo le polemiche e le prese di posizione politiche scatenate dagli articoli di Tp24, il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha deciso di sottrarre dalla vendita il Podere Badia di Marsala e la Funtanazza di Alcamo, due dei beni più simbolici finiti nel Piano delle alienazioni 2026–2028.

La decisione è contenuta in una delibera che modifica parzialmente il Piano approvato lo scorso dicembre e che, nero su bianco, riconosce la natura strumentale e istituzionale dei due immobili.

 

La retromarcia ufficiale

 

Nel provvedimento si legge chiaramente che il “Fondo Favorita (Podere Badia)” e la “Funtanazza” risultano essere beni utilizzati, “in tutto o in parte, per fini istituzionali” e che, pertanto, non è intenzione dell’Amministrazione procedere alla loro vendita.

Una formula giuridica che, tradotta, significa una cosa sola: quei beni non dovevano stare in quell’elenco.

Per questo il Libero Consorzio ha disposto la rimozione formale dei due immobili dal Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari 2026–2028, approvando un nuovo elenco aggiornato.

 

Una decisione dopo le proteste

 

La scelta arriva dopo giorni di forti polemiche. La vendita del Podere Badia, legato all’Istituto Agrario di Marsala, e della Funtanazza, nel territorio di Alcamo, aveva sollevato critiche trasversali: scuole, associazioni, cittadini e forze politiche avevano parlato apertamente di rischio di depauperamento del patrimonio pubblico.

Una pressione pubblica che, evidentemente, ha inciso.

 

Cosa dice la delibera

 

Nel lungo e articolato atto amministrativo, il Libero Consorzio richiama la normativa nazionale sulle alienazioni, ma sottolinea un punto decisivo: solo i beni non strumentali alle funzioni istituzionali possono essere venduti.

Ed è proprio su questo aspetto che arriva il dietrofront: Podere Badia e Funtanazza vengono riconosciuti come beni strategici, incompatibili con una dismissione patrimoniale.

La delibera stabilisce inoltre che:

  • resta valido il Piano delle Alienazioni per tutti gli altri immobili;
  • il Piano aggiornato dovrà essere allegato al Bilancio di previsione 2026–2028;
  • eventuali ulteriori modifiche dovranno passare da nuovi provvedimenti formali.
  •  

Il nuovo elenco: restano 36 immobili in vendita

 

Con l’uscita di scena di Podere Badia e Funtanazza, il nuovo elenco delle alienazioni resta comunque molto corposo. Nel Piano aggiornato figurano 36 immobili, tra cui:

  • ex conventi e fabbricati storici;
  • numerose case cantoniere sparse in tutta la provincia;
  • terreni agricoli ed ex beni IPSA;
  • immobili sportivi e ricettivi come la piscina coperta dello Stadio Provinciale, la palestra provinciale, l’Hotel Myriam e il Residence La Pineta di Erice.

Il valore complessivo stimato delle alienazioni ammonta a oltre 12,7 milioni di euro, precisando – come fa lo stesso ente – che si tratta di valori indicativi e non vincolanti, destinati a essere ridefiniti da perizie tecniche.

 

Una lezione politica

 

La vicenda Podere Badia–Funtanazza lascia però una traccia politica chiara. Inserire beni identitari e funzionali in un piano di vendita non è un atto neutro. E quando accade, il territorio reagisce.

Questa volta la reazione ha prodotto un risultato concreto. Ma la domanda resta sul tavolo: come ci erano finiti, quei beni, in quell’elenco?