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12/01/2026 10:24:00

Il patto tra le mafie in Lombardia. Attesa per oggi la sentenza

È il giorno della verità per il maxiprocesso Hydra, l’inchiesta che ha scoperchiato quello che i magistrati definiscono il sistema mafioso lombardo: una presunta alleanza stabile tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra per fare affari al Nord.

Oggi, nell’aula bunker del carcere di Opera, il giudice per l’udienza preliminare Emanuele Mancini è chiamato a pronunciarsi sui 78 imputati (su 146 complessivi) che hanno scelto il rito abbreviato. Per loro l’accusa ha chiesto 570 anni di carcere complessivi, oltre alla confisca di beni per 479mila euro. Le richieste formulate dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano prevedono 75 condanne e tre assoluzioni.

L’inchiesta, coordinata dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, sotto la guida del procuratore Marcello Viola, descrive una vera e propria “mafia a tre teste”, capace di superare le tradizionali divisioni tra organizzazioni criminali per costruire una struttura unitaria, ribattezzata dagli stessi affiliati “l’Unione”.

Tra le pene più pesanti richieste ci sono i 20 anni di carcere per Filippo Crea, ritenuto l’uomo della cosca Iamonte mandato in Lombardia per gestire gli affari, per Giuseppe Fidanzati, figlio del boss palermitano Gaetano, e per Massimo Rosi, affiliato alla ’ndrangheta di Lonate Pozzolo. Richieste di condanna rilevanti anche per altri imputati considerati centrali nella rete criminale, con pene che vanno dai 12 ai 18 anni.

A rafforzare l’impianto accusatorio è arrivata, nelle ultime udienze, la collaborazione di Francesco Bellusci, detto “Occhi celesti”, ex esponente della ’ndrangheta lombarda. I suoi verbali, acquisiti dal giudice, confermano l’esistenza di una struttura unitaria tra le mafie: «Unione, una cosa sola», ha messo a verbale il pentito, parlando di summit e decisioni condivise.

Quella di oggi è solo la prima tappa giudiziaria: il processo proseguirà infatti con il rito ordinario per gli altri imputati. Ma la sentenza attesa nelle prossime ore rappresenta un passaggio chiave per uno dei procedimenti antimafia più imponenti degli ultimi anni, destinato a segnare un punto fermo nella lettura giudiziaria della presenza mafiosa in Lombardia.



Antimafia | 2026-01-11 08:03:00
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