L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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Il Comune di Pantelleria ha deciso di intraprendere un’azione giudiziaria contro il Ministero della Salute per chiedere il ripristino del punto nascita dell’isola, chiuso da tempo presso l’ospedale Bernardo Nagar.
La decisione è stata annunciata dal sindaco Fabrizio D’Ancona, al termine di un lungo approfondimento giuridico condotto dal legale incaricato.
L’Amministrazione comunale ha deliberato di rivolgersi al Tribunale civile di Palermo ritenendo che la chiusura del punto nascita incida su diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione, in particolare il diritto alla salute, l’uguaglianza sostanziale dei cittadini e il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni sanitarie. Al centro dell’azione c’è anche il tema della condizione di insularità, che per Pantelleria rappresenta un fattore strutturale di svantaggio nell’accesso ai servizi sanitari.
Il sindaco D’Ancona ha chiarito che l’iniziativa non nasce da illusioni o promesse facili. L’Amministrazione è consapevole che il percorso giudiziario è complesso e che non esiste alcuna certezza sull’esito del ricorso. Tuttavia, secondo il primo cittadino, si tratta di uno spiraglio giuridico che il Comune ha il dovere di percorrere per tutelare la comunità isolana e verificare ogni possibile strada di difesa dei diritti coinvolti, senza creare aspettative improprie.
La chiusura del punto nascita, sottolinea il Comune, ha prodotto conseguenze rilevanti non solo sul piano sanitario, ma anche sociale e organizzativo. Le donne in gravidanza e le loro famiglie sono costrette a spostamenti complessi e spesso rischiosi, con un aggravio di disagi che mal si concilia con l’obiettivo di garantire servizi essenziali in condizioni di prossimità, continuità ed effettiva accessibilità, soprattutto in un contesto geografico come quello di Pantelleria.
Dal punto di vista operativo, l’azione giudiziaria sarà seguita dall’avvocato Michele D’Anca, già legale del Comitato “Pantelleria Vuole Nascere”, che ha dato la propria disponibilità a rappresentare e difendere il Comune insieme al Comitato a titolo completamente gratuito. L’incarico non comporterà alcun costo per l’Ente, né per onorari professionali né per spese legali, consentendo così un risparmio di spesa certificabile.
Il sindaco ha inoltre ringraziato l’assessore al Diritto alla Salute Adele Pineda, per il lavoro svolto nel seguire con continuità l’iter istruttorio e istituzionale che ha portato alla decisione di avviare il contenzioso.
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