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13/01/2026 09:00:00

Crisi idrica nel Trapanese: “Mentre l’acqua scorre nei fiumi, noi restiamo a secco”

Un video-denuncia per accendere i riflettori su una situazione che, nel Trapanese e in gran parte della Sicilia, è diventata ormai insostenibile. A firmarlo è Silvio Alagna, cittadino di Castelvetrano che ha deciso di rivolgersi alla nostra redazione per raccontare, con immagini e parole, il paradosso dell’emergenza idrica: da un lato la carenza d’acqua nelle case, dall’altro lo spreco di una risorsa preziosa che continua a scorrere senza una gestione efficace.

 

«Non si tratta di una semplice lamentela – scrive Alagna – ma di una testimonianza diretta su un paradosso inaccettabile: mentre la cittadinanza soffre per la carenza d’acqua, assistiamo allo spreco sistematico di una risorsa che dovrebbe essere preservata con estrema cura». Nel video vengono sollevati interrogativi politici e sociali sulla gestione dell’acqua, definita un bene pubblico che deve restare accessibile a tutti.

 

Emblematico il caso del fiume Arena, che nasce nei pressi di Vita e raggiunge il mare a Mazara del Vallo: la natura segue il suo corso, ma nei comuni attraversati e limitrofi i cittadini fanno i conti con rubinetti a secco e turni di erogazione sempre più pesanti.

 

 

 

A Castelvetrano l’erogazione idrica è stata ridotta del 30%, mentre a Partanna, nella zona di Camarro, l’acqua manca del tutto. La situazione non è migliore negli altri centri del territorio: tra Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Marsala e Trapani il razionamento è costante e la distribuzione avviene con turni definiti “estenuanti” dai residenti.

Da qui l’appello, che si fa anche denuncia: «Dobbiamo davvero continuare così? È possibile che non si riescano a trovare soluzioni serie e definitive?». E il timore, condiviso da molti cittadini, è che l’emergenza possa diventare il pretesto per una privatizzazione sempre più spinta della gestione idrica.

 

Il messaggio finale è un grido di esasperazione, ma anche una richiesta di attenzione e responsabilità: «Diciamo basta. Non siamo semplici numeri su un registro: siamo cittadini. Siciliani, svegliamoci. Questa situazione non è più tollerabile».

Una voce che chiede di essere ascoltata, mentre l’emergenza idrica continua a segnare la quotidianità di migliaia di famiglie nel Trapanese.